Le possibili ritorsioni di Trump contro la Nato: «Fuori la Spagna»
Uno scambio di e-mail tra funzionari del Pentagono, portato a galla dalla Reuters, mette a fuoco le opzioni: sospensione della Spagna dall’Alleanza e revisione della posizione degli Usa sulla rivendicazione britannica delle Isole Falkland

Uno scambio di e-mail tra alti funzionari del Pentagono, portato a galla dalla Reuters, mette a fuoco le opzioni che gli Stati Uniti potrebbero adottare per "punire" gli alleati della Nato che non hanno sostenuto Washington nella guerra contro l’Iran. Tra queste c’è la sospensione della Spagna dall’Alleanza e una revisione della posizione degli Usa sulla rivendicazione britannica delle Isole Falkland. Il presidente Donald Trump ha duramente criticato la Nato per essersi sfilata dalle operazioni militari Usa nello Stretto di Hormuz. Cosa che lo ha portato più volte a ventilare il ritiro dall’Alleanza. «Non lo fareste anche voi, se foste al mio posto?» dichiarò in un’intervista del 1° aprile. La Spagna, in particolare, non ha autorizzato gli Usa a utilizzare le proprie basi e il proprio spazio aereo per attaccare l’Iran. Nasce da qui l’urgenza di una "ritorsione" contro il governo socialista spagnolo. L’opzione di sospendere Madrid dall’alleanza avrebbe, sottolineano i funzionari del Pentagono, un impatto limitato sulle operazioni militari statunitensi ma un alto valore simbolico. «Non prendiamo in considerazione scambi di e-mail. Ci basiamo su documenti ufficiali e posizioni governative» ha risposto il premier spagnolo Pedro Sanchez a margine del vertice Ue informale di Cipro. La Nato ha invece fatto sapere che i trattati non prevedono alcuna disposizione per sospendere l’adesione di un Paese membro.
Lo scambio di informazioni, da cui non trapela l’intenzione di chiudere le basi americane in Europa, rivela anche una possibile mossa contro il governo britannico del laburista Keir Starmer: la revisione del sostegno diplomatico statunitense ai «possedimenti imperiali» europei di lunga data come le Isole Falkland vicino all’Argentina (il cui presidente libertario Javier Milei è un alleato di Trump). Il tycoon ha ripetutamente insultato Starmer per la sua riluttanza a partecipare alla guerra di Usa e Israele contro l’Iran dicendo che «non è un Winston Churchill» e descrivendo le portaerei britanniche come «giocattoli». Secca la replica di Downing Street: «La sovranità delle isole Falkland è del Regno Unito», ha commentato un portavoce.
Alla richiesta di commento sulle indiscrezioni, il portavoce del Pentagono Kingsley Wilson ha risposto: «Come ha detto il presidente Trump, nonostante tutto ciò che gli Stati Uniti hanno fatto per i nostri alleati della Nato, loro non sono stati presenti per noi. Il Dipartimento della Difesa garantirà che il Presidente disponga di opzioni credibili per assicurare che i nostri alleati non siano più una tigre di carta, ma facciano la loro parte».
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