L'appello dei vescovi del G7 ai potenti della Terra: l'uomo sia al centro della politica
di I presidenti delle Conferenze episcopali dei Paesi del G7
L'invito a costruire ponti per la pace, la giustizia e la dignità umana nel documento sottoscritto dai presidenti della Conferenze episcopali in vista del G7 in Francia di metà giugno

Il 52esimo vertice del G7 si terrà dal 15 al 17 giugno 2026 in Francia, a Évian-les-Bains, nel dipartimento dell'Alta Savoia. Sarà il secondo vertice del G7/G8 a Évian-les-Bains dopo il G8 del 2003. In questa occasione i Presidenti delle Conferenze Episcopali cattoliche di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti, con il sostegno del Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea, rivolgono un appello ai capi di Stato e di Governo. Qui di seguito una sintesi.
In occasione del Vertice del G7 in Francia nel 2026, noi, Presidenti delle Conferenze Episcopali cattoliche di Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia e Stati Uniti, con il sostegno del Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea, desideriamo rivolgere un appello comune ai Capi di Stato e di Governo. Di fronte ai conflitti armati, alle fratture geopolitiche, alle disuguaglianze crescenti, alle sfide climatiche e ai mutamenti tecnologici, ricordiamo che il fondamento dell’azione politica ed economica deve essere sempre la dignità di ogni persona umana.
Chiediamo agli Stati del G7 di riaffermare il loro impegno a favore del multilateralismo, del rispetto del diritto internazionale e della ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti. In un mondo segnato dalla guerra e dall’instabilità, è più che mai necessario consolidare le istituzioni internazionali, tutelare le popolazioni civili e promuovere i diritti fondamentali, in particolare la libertà religiosa e la dignità delle persone più vulnerabili.
Invitiamo inoltre i Paesi del G7 a riportare la persona umana al centro dello sviluppo e della solidarietà interna zionale e chiediamo un ascolto reciproco più attento tra i popoli. Mentre in molte regioni del mondo aumentano i bisogni umanitari, incoraggiamo a mantenere un forte impegno a favore della lotta contro la povertà, dell’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria, della sicurezza alimentare e di uno sviluppo che rispetti le popola zioni e l’ambiente. Auspichiamo inoltre un rafforzamento della cooperazione internazionale contro la criminalità organizzata, la tratta di esseri umani e i traffici illeciti che alimentano la violenza e rendono più fragili le società.
Di fronte al rapido sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, sottolineiamo l’urgenza di una governance etica, trasparente e democratica, che garantisca che tali innovazioni rimangano al servizio del bene comune e della persona umana. Chiediamo un’attenzione particolare agli effetti che esse hanno sui bambini e sui giovani, nonché sul rispetto delle libertà fondamentali.
Esortiamo infine gli Stati del G7 ad assumersi pienamente la propria responsabilità nella lotta contro il cambiamento climatico, a promuovere una transizione ecologica giusta e a sostenere le popolazioni più esposte alle sue conseguenze. Ricordiamo inoltre che i migranti e i rifugiati, costretti a fuggire dalla guerra, dalle persecuzioni o dalle catastrofi ambientali, devono sempre essere accolti con dignità e umanità, pur riconoscendo la legittima responsabilità degli Stati di preservare il bene comune.
Con questo appello, come pastori delle nostre Chiese e discepoli di Gesù Cristo, ribadiamo la volontà della Chiesa cattolica di essere accanto ai popoli, di porre il suo impegno al servizio dei più vulnerabili e la sua capacità di dialogo al servizio della pace, della giustizia e del bene comune mondiale.
Card. Jean-Marc Aveline, Arcivescovo di Marsiglia, Presidente della Conferenza dei Vescovi di Francia
Card. Tarcisio Isao Kikuchi, Arcivescovo di Tokyo, Presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici del Giappone
Card. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
Mons. Paul Coakley, Arcivescovo di Oklahoma City, Presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti
Mons. Richard Moth, Arcivescovo di Westminster, Presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici d’Inghilterra e Galles
Mons. Pierre Goudreault, Vescovo di Sainte-Anne-de-la-Pocatière, Presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici del Canada
Mons. John Keenan, Vescovo di Paisley, Presidente della Conferenza dei Vescovi di Scozia
Mons. Heiner Wilmer, Vescovo di Hildesheim, Presidente della Conferenza Episcopale Tedesca
Con il sostegno di Mons. Mariano Crociata, Vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno (Italia), Presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea
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