«Care diocesi, raccontateci come state cambiando». Così va avanti il cammino del Sinodo

di Agnese Palmucci, Roma
La Segreteria generale ha pubblicato ieri un sussidio per vescovi ed équipe sinodali per «fare memoria» del percorso vissuto e preparare le assemblee del 2027. Ogni diocesi scriverà poi una “Lettera alle Chiese” raccontandosi
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July 27, 2026
«Care diocesi, raccontateci come state cambiando». Così va avanti il cammino del Sinodo
«Fare memoria» per riconoscere «l’azione trasformatrice dello Spirito» e individuare «i passi ulteriori ai quali il Signore chiama la comunità». Ieri la Segreteria generale del Sinodo ha pubblicato il sussidio per le prossime tappe del percorso di attuazione del Sinodo nelle diocesi e nelle eparchie, ad uso dei vescovi e delle equipe sinodali, dal titolo «“Fare memoria”. Accompagnare la preparazione dell’Assemblea di valutazione della Chiesa locale». Il documento, in tre sezioni, propone per prima cosa delle linee guida per la fase di “rilettura” del cammino sinodale, con la stesura di un “resoconto narrativo” dei frutti del percorso, e poi indicazioni per la celebrazione di una “Assemblea di valutazione”, da programmare nel primo semestre del 2027, che porterà anche alla scrittura di una “Lettera alle altre Chiese”. Nell’ultima parte del testo, invece, sono raccolti alcuni materiali di riferimento per il lavoro di confronto. «Valutare non è un esercizio tecnico, ma un’esperienza di gratitudine e di verità – nota il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo –: fare memoria significa riconoscere ciò che il Signore ha fatto maturare nel cammino delle nostre comunità e lasciarsi orientare verso i passi successivi». Infatti il documento, più che sottolineare finalità, risultati o “mete” da raggiungere, rimette in luce l’importanza del metodo sinodale, che coinvolge, valorizza, include.
L’obiettivo della prima parte è, dunque, la preparazione di un «resoconto narrativo», un «lavoro di scrittura» di circa 6-8 pagine (3-4mila parole) che metta nero su bianco il lavoro di rilettura del percorso sinodale vissuto dalla Chiesa locale nelle fasi precedenti. Dal racconto dovrà emergere con chiarezza la descrizione del «profilo di Chiesa sinodale missionaria che sta emergendo» in diocesi, assieme a una sintesi delle «principali sfide o questioni che rimangono aperte». La redazione del resoconto è preceduta da un momento di ascolto della vita della comunità, «attraverso la testimonianza delle persone», per fare memoria del lavoro degli ultimi anni. In questa fase, si legge nel documento, «sarà importante raccogliere esperienze provenienti dai diversi ambiti della vita ecclesiale», dalla pastorale ordinaria, alla vita delle parrocchie, dalle associazioni ai movimenti, dai consacrati alle famiglie, e in particolare le voci dei giovani e «di coloro che si trovano ai margini della vita comunitaria». Senza tralasciare intuizioni e difficoltà sperimentate. Dopo il lavoro di raccolta delle testimonianze, e del materiale già disponibile, come documenti, relazioni, contributi o testi preparati durante il percorso, le équipe hanno il compito di una rilettura ulteriore, a partire da «un ascolto condiviso dell’esperienza, vissuto nella preghiera e alla luce della fede e della Parola di Dio, per riconoscere ciò che il Signore sta facendo maturare nella vita della comunità». Tre i passaggi che il testo suggerisce per supportare il lavoro dell’équipe: l’attenzione a «riconoscere i segni», ad «ascoltare i segni» e a «cogliere i processi di trasformazione che si manifestano nella crescita delle persone, nel rinnovamento delle relazioni, dei processi, delle strutture ecclesiali, e che rivelano i cammini di conversione e di riforma attraverso i quali il Signore continua a rinnovare la sua Chiesa». Le tre “conversioni”, quella delle relazioni, dei processi ecclesiali e dei legami, descritte nel “Documento finale della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi” offrono un criterio importante per discernere.
La tappa successiva, poi, sarà l’Assemblea della diocesi, convocata dal vescovo con il fine di «accogliere, condividere e interpretare la rilettura dell’esperienza contenuta nel resoconto narrativo e orientare i passi successivi», per una Chiesa sempre più sinodale e missionaria. Il momento dovrà essere vissuto come una esperienza «profondamente spirituale», si legge nelle Note, in cui sono state esplicitate anche alcune “attenzioni” per l’Assemblea, tra cui anche la «preparazione spirituale» della comunità che partecipa e la condivisione per tempo del resoconto narrativo con i partecipanti. Il primo momento dell’Assemblea consiste nell’approfondimento e nell’integrazione del resoconto attraverso il metodo delle “conversazioni nello Spirito”, perché il racconto diventi sempre più condiviso, e non solo il frutto del lavoro dell’équipe sinodale. Oltre a questo, l’Assemblea preparerà anche una lettera, di circa due pagine, rivolta alle altre Chiese, con un linguaggio semplice, diretto, «sulla prassi delle “Lettere di comunione” della Chiesa antica, attraverso cui ciascuna Chiesa locale testimoniava la propria fede, rendendo così visibile la comunione che le univa tutte». Nella lettera la diocesi condividerà quali tratti della Chiesa sinodale sono maturati in questi anni, e alcuni passi principali su cui in futuro desidera impegnarsi, o intuizioni da sviluppare. Nella parte finale del testo la diocesi affiderà una parola di speranza, un incoraggiamento alle altre Chiese.
L’Assemblea chiude la fase diocesana del Sinodo, aprendo invece il tempo del confronto all’interno delle Conferenze episcopali nazionali e internazionali, attorno al verbo «Interpretare», per un processo che culminerà, dopo la tappa continentale che si concentrerà sulla parola «Orientare», nell’Assemblea ecclesiale dell’ottobre 2028 in Vaticano, che avrà come centro l’invito a «Celebrare».

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