Un'avaria all’aereo papale “ferma” Leone XIV a Tenerife. Il ritorno a Roma con il Falcon del re di Spagna

di Giacomo Gambassi, inviato sul volo papale
A conclusione del viaggio in Spagna il Papa è costretto a scendere dall'aereo per problemi ai motori. Il sovrano, che lo aveva riaccolto sulla pista, gli offre il suo jet militare. Il rientro in Vaticano nella notte. La partenza immediata del Papa per ragioni di sicurezza
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June 12, 2026
Un'avaria all’aereo papale “ferma” Leone XIV a Tenerife. Il ritorno a Roma con il Falcon del re di Spagna
Papa Leone XIV scende dall'aereo bloccato, accolto dal Re di Spagna / REUTERS
Ha il volto sereno Leone XIV mentre sale la scaletta dell’aereo. Non quello Iberia che lo avrebbe dovuto far rientrare a Roma e che lo portato in giro per sette giorni fra i cieli della Spagna. Ma il Falcon militare del re Felipe VI che lo soccorre quando il volo papale resta a terra per un’«avaria» ai motori, come la chiama il comandante annunciandola al seguito del Pontefice. Dopo due ore di suspence in cui il mondo intero segue in diretta tv e social le sorti di un velivolo spagnolo con lo stemma di Leone XIV bloccato sulla pista di decollo, il Papa lascia Tenerife, ultima località del suo viaggio apostolico in terra iberica.
Il Papa saluta il re di Spagna prima di salire sul Falcon che gli ha messo a disposizione / Vatican Media
Il Papa saluta il re di Spagna prima di salire sul Falcon che gli ha messo a disposizione / Vatican Media
Nell’isola delle Canarie vive una mattina accanto al “popolo” dei migranti e alla gente dell’arcipelago nell’oceano Atlantico. Visita lampo e programma intenso. Con gli orari che slittano. E anche la partenza del volo. Tanto che il re, atterrato a Tenerife soltanto per salutare il Papa, resta un’ora ad aspettarlo in aeroporto. Colloquio privato all’arrivo di Leone XIV; cerimonia di congedo; ultime parole ai piedi della scaletta che, poi, Leone XIV percorre per entrare nell’aereo e sedersi al suo posto: prima fila.
Il Papa lascia l'aereo Iberia in avaria accompagnato dal re di Spagna / VATICAN MEDIA
Il Papa lascia l'aereo Iberia in avaria accompagnato dal re di Spagna / VATICAN MEDIA
La voce del comandante gli dà il benvenuto e lo ringrazia anche a nome della compagnia aerea spagnola. Pronti al decollo dello stesso velivolo che poche ore ore prima aveva portato il Papa a Tenerife. Se non che il primo pilota riprende la parola per comunicare a Leone XIV e al seguito, compresi ottanta giornalisti di tutto il mondo, un «inconveniente tecnico». Formula generica. E quindi in sé preoccupante. Infatti la scaletta si riavvicina alla fusoliera. Il portellone anteriore si apre e il Papa scende dall’aereo in panne. Ad attenderlo trova di nuovo il re di Spagna. Insieme camminano sulla pista, scortati dalla gendarmeria vaticana e dalle forze di sicurezza spagnole, fino a una saletta dell’aeroporto.
Il Papa sale sul Falcon messo da disposizione dal re di Spagna con cui rientrerà a Roma dall'isola di Tenerife / Ansa
Il Papa sale sul Falcon messo da disposizione dal re di Spagna con cui rientrerà a Roma dall'isola di Tenerife / Ansa
Alla fine Leone XIV percorrerà a piedi la pista di Tenerife per tre volte, sempre con Felipe ad accompagnarlo: una per salire sull’Airbus Iberia; l’altra per lasciarlo dopo il guasto; e la terza per raggiungere il jet reale che il monarca gli mette a disposizione. Apparecchio bianco con una linea rossa e la scritta “Reino de España”. C’è chi racconta di un Papa inizialmente scettico ad accettare l’offerta. Fatto sta che poi acconsente. Per ragioni di sicurezza, anzitutto. E, con una delegazione vaticana ridotta ai minimi termini, lascia le Canarie alle 18.09, le 19.09 in Italia: tre ore dopo l’orario previsto. A Fiumicino arriverà alle 23, fa sapere la Sala Stampa vaticana. Sull’isola rimane il sovrano: il suo gesto di cortesia lo priva del mezzo che lo avrebbe riportato a Madrid. E dalla capitale giungerà un secondo Falcon per farlo partire.
Il Papa dentro il Falcon messo da disposizione dal re di Spagna con cui rientrerà a Roma / Vatican Media
Il Papa dentro il Falcon messo da disposizione dal re di Spagna con cui rientrerà a Roma / Vatican Media
Ci vorrà molto di più per il seguito papale che attenderà un altro Airbus. Anche perché il «problema tecnico» iniziale si complica. In prima battuta il comandante chiede pazienza: «Stiamo provvedendo alla soluzione». Poi torna a farsi sentire al microfono spiegando che è solo una questione di vento “incompatibile” con i motori. Da qui la decisione di far ruotare il velivolo di 180 gradi per «metterlo a favore di vento» sulla pista. Con il seguito del Pontefice rimasto nella cabina durante le manovre. E i giornalisti in diretta dall’interno del volo per raccontare quello che all’inizio non era un guasto ma che alla fine lo sarà davvero. Lo si comprende quando il “giro” dell’aereo non dà i risultati sperati. E, dopo venti minuti, ecco l’ordine dagli altoparlanti: «Si procederà allo sbarco di tutti i passeggeri». Addio al volo “solenne”.
I giornalisti a bordo dell'aereo papale bloccato a Tenerife
I giornalisti a bordo dell'aereo papale bloccato a Tenerife
Quando decolla il Falcon che da reale è diventato papale, la Spagna tira un sospiro di sollievo. Due milioni e mezzo di persone hanno seguito gli appuntamenti del Pontefice fra Madrid, la Catalogna e le isole Canarie. Eventi storici: dalla prima visita di Leone XIV in un parlamento nazionale all’inaugurazione della torre più alta della basilica della Sagrada Família a Barcellona. E conclusione altrettanto da annali: l’avaria che è già storia. Anche perché i precedenti sono soltanto due, tutti durante il pontificato di Giovanni Paolo II: il primo nel viaggio apostolico in Asia e Oceania quando il 7 maggio 1984 l’aereo papale - un Fokker F-28 dell’Aviazione civile della Papua Nuova Guinea - ha un problema al generatore di corrente ausiliario che causa una perdita di pressione all’interno della cabina mentre il velivolo sorvola una zona montuosa, obbligando i piloti a un atterraggio improvviso nell’aeroporto di Mount Hagen; l’altro durante il volo diretto in Tanzania che il 1° settembre 1990 è costretto a uno scalo d’emergenza a Malta per un guasto ai motori. Simile a quello di ieri: ma l’aereo di Leone XIV non si è mai alzato da terra.

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