Il mondo in classe: cos’è “Ora Libera”, la newsletter per gli insegnanti di religione

Un modo nuovo per portare i temi proposti dall’attualità nel dialogo con bambini e ragazzi durante l’Ora di religione: la proposta di Avvenire pensata per (e con) i docenti
April 24, 2026
Il mondo in classe: cos’è “Ora Libera”, la newsletter per gli insegnanti di religione
Il logo della newsletter Ora Libera
Informare, ispirare, connettere: «Ora Libera», la nuova newsletter di Avvenire per gli insegnanti di religione cattolica, nasce con questi obiettivi. Si parte il 1° maggio (ma ci si può iscrivere – gratuitamente – già ora: mn.avvenire.it/oralibera ) e arriverà all’indirizzo mail indicato ogni due venerdì, con il logo qui accanto.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Servizio nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica e l’Ufficio scuola della Cei, vuole offrire uno strumento che possa al tempo stesso formare i docenti di ogni ordine e grado e dare stimoli utili per la preparazione delle lezioni in classe.
Ma, in concreto, cosa troverà nella propria casella di posta chi si iscrive alla newsletter? Si parte da un tema, una parola chiave che farà da guida per buona parte del numero. Facciamo un esempio, senza spoilerare quella della prima uscita in fase di costruzione: si potrebbe decidere di parlare di pace, di amicizia o di temi molto più definiti, tenendo spesso lo sguardo rivolto all’attualità. Già, perché chi insegna religione sa che una lezione già ben preparata può slittare di una settimana per via di una domanda partita dai ragazzi su quello che hanno visto o sentito, e che deve essere raccolta. Anche per questo si è scelto il nome «Ora libera»: libertà non di fare quello che si vuole – le indicazioni nazionali restano il faro dell’insegnante di religione cattolica – ma di intercettare temi e problemi che gli studenti pongono, e che non meritano di rimanere senza risposta, o quanto meno senza una riflessione fatta insieme.
In questa direzione andranno anche i link ad articoli – di Avvenire, ma non solo – che verranno suggeriti, assieme ad altri su argomenti che, pur non essendo legati alla parola chiave di quel numero, meritano un approfondimento.
Ci sarà sempre uno spazio anche per la scuola primaria, con la redazione di «Popotus» già al lavoro per offrire contenuti con uno stile semplice, che non è per nulla sinonimo di «banale».
A seguire, una riflessione della biblista Rosanna Virgili – che i lettori di Avvenire conoscono bene – sulla «Parola in classe», sempre nell’ottica di dare un supporto agli insegnanti di religione.
La palla passerà poi a loro: «Ora libera» pubblicherà l’esperienza di un docente in aula. Come la presentazione di un modulo di lezioni che si è rivelato particolarmente efficace, con la speranza che la condivisione possa essere utile per qualche suo collega, che magari sta leggendo la newsletter dall’altra parte dell’Italia.
Anche la sezione successiva sarà dedicata alla condivisione, ospitando lettere e messaggi. Chi insegna sa quanto servano come l’ossigeno luoghi di confronto, di scambio di idee, nei quali fare rete: la casella di posta dedicata è già attiva, si può scrivere a oralibera@avvenire.it .
Poi? Poi ci sono altre sezioni in fase di definizione, ma l’idea è quella di costruire assieme – Avvenire, Cei e insegnanti – un servizio il quanto più utile possibile. La metafora – un po’ abusata ma sempre efficace – è quella del viaggio. Si parte insieme con una meta chiara – informare, ispirare e connettere, si è detto – e la macchina di «Ora libera» è pressoché pronta per partire. Tante scoperte, però, si faranno strada facendo. Altrimenti, che viaggio sarebbe?

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