“Canzonissima” di nome e ben poco di fatto

Operazione nostalgia, ma poco originale: più gara tra cantanti che vero varietà. Si salva soprattutto nei clip introduttivi dei protagonisti.
March 31, 2026
“Canzonissima” di nome e ben poco di fatto
Premessa: Canzonissima
è stato un varietà storico del sabato sera Rai, che ha dovuto gran parte del successo all’abbinamento per molti anni con la Lotteria di Capodanno poi Lotteria Italia, diventato comunque punto di riferimento per i successivi programmi del genere.
Domanda: valeva la pena riproporlo oggi, a distanza di cinquant’anni, anche solo come titolo? Forse no, a meno che non si volesse puntare sull’ennesimo effetto nostalgia per confermare il fedele pubblico anziano della Rai e attirare qualche giovane proponendo tra i cantanti in gara non solo vecchi, sia pure in forma, come Fausto Leali o Riccardo Cocciante, ma anche qualche giovane come Leo Gassmann o Michele Bravi proveniente di X Factor o una attiva sui social come l’ormai onnipresente in tv Elettra Lamborghini. Accanto a loro, per la cronaca, a completare il cast compaiono Arisa, Elio e le Storie tese, Enrico Ruggeri, Fabrizio Moro, Irene Grandi, i Jalisse, Malika Ayane, Paolo Jannacci e il tenore Vittorio Grigolo. Ma Canzonissima era un varietà completo, che aveva in scaletta anche ospiti, sketch, balletti… Questa nuova edizione è più che altro una gara tra cantanti che il più delle volte (quattro su sei delle serate previste) cantano canzoni di altri con situazioni e disposizioni in studio che ricordano la Serata cover di Sanremo e Ballando con le stelle.
Quest’ultimo non tanto per la stessa conduttrice, Milly Carlucci, quanto per la competizione e la giuria, qui formata da sette elementi anziché quattro (Caterina Balivo, Claudio Cecchetto, Francesca Fialdini, Simona Izzo, Giacomo Maiolini, Pierluigi Pardo e Riccardo Rossi), un po’ meno polemici, ma ugualmente sopra le righe con ad esempio Balivo e Izzo, mentre Cecchetto, che sarebbe il più qualificato a parlare di musica leggera, sta spesso in silenzio. La nuova Canzonissima ricorda anche Tale e quale show per quanto riguarda il voto reciproco e la tribuna dove i cantanti si schierano dopo l’esibizione.
Stabilito dunque che si tratta di un format tutt’altro che originale (nonostante porti la firma di una decina di autori, compresa la stessa Carlucci, oltre alla regia di Luca Alcini), diciamo che la novità di questa riedizione dello storico varietà sta soprattutto nella clip registrata che precede ogni esibizione e nella quale il cantante di turno racconta di sé e del rapporto con la canzone che sta per interpretare in diretta dall’Auditorium Rai del Foro Italico. Nelle puntata di sabato scorso, la seconda della serie, è stato dato grande spazio anche all’amore per gli animali, che per molti risultano (ahinoi!) migliori degli uomini. Per il resto, al termine di ogni serata viene proclamata la «canzonissima» di puntata che accede alla finale, quando ci sarà un’ulteriore manche in cui verranno riproposte tutte le «canzonissime» vincitrici di ogni puntata al fine poi di incoronare la «Canzonissima 2026».

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