"Gasperino il carbonaro" vede la Champions, ma il vero capolavoro rimane il Como di Fabregas

La Roma di Gasperini è a un passo dal ritorno tra le grandi d'Europa, assieme a Inter, Napoli e Milan. Clamoroso flop della Juventus di Spalletti che dovrà accontentarsi dell'Europa League
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May 18, 2026
"Gasperino il carbonaro" vede la Champions, ma il vero capolavoro rimane il Como di Fabregas
Il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini esulta sotto la Curva Sud dell'Olimpico: per lui un bis personale, vittoria del secondo derby stagionale contro la Lazio (foto AFP)
La domenica bestiale dei milanesi, sponda nerazzurra, si è chiusa con il bagno di folla in piazza Duomo per celebrare il "double", scudetto e Coppa Italia, dell’Inter di Chivu. Ma questa domenica passerà agli annali come quella del “calcio sui maccheroni”. Quattro anticipi da aggiungi un posto a tavola, a mezzogiorno. Un derby romano, in quasi simultanea con le Sinneriadi (complimenti Jannik finalmente vince gli Internazionali ed eguaglia anche Panatta, 50 anni dopo) con tanto cacio e poco pepe e vinto ancora dai giallorossi di Gasperson diventato sotto il cupolone "Gasperino er carbonaro". Gasperini mette in cascina la seconda stracittadina di fila mentre il metereologo Sarri si è dovuto arrendere alle decisioni della Lega di Serie A che non lo ascolterebbe, ma anche la sua Lazio non è che sia sintonizzata sulle sue alchimie postmoderne: in quattro giorni perde, senza la benché minima reazione, e sempre con un secco 2-0, la finale di Coppa Italia con l’Inter e appunto il derby con la Roma. Il Sarrismo, con tutte le attenuanti generiche, comprese la dittatura avara e da fuori mercato del presidente Lotito, non paga più. Con l’umile Marco Baroni la Lazio la passata stagione era arrivata settima, con crollo finale d’accordo, ma sempre due posizioni sopra a alla classifica attuale di Sarri che, eppure, viene osannato come uno dei grandi maestri della contemporaneità. Idem Luciano Spalletti che fino a qualche settimane fa era il redentore di Madama Juventus che però lo tradisce clamorosamente sul più bello: doppio passo falso interno, allo Stadium, pari con il Verona già in B e ko con la Fiorentina che beffa i bianconeri con tanto di gol dell’ex, Mandragora. Juve ancora fuori dalla Champions dove con il Napoli si accomoderanno quasi sicuramente la Roma che domenica dovrebbe festeggiare il 4° posto a Verona e il Milan al quale basterà battere il Cagliari già salvo. Comunque vada il vero e unico successo di questo nostro miserando torneo è la grande bellezza espressa dal Como di Cesc Fabregas. “La mia squadra è un capolavoro”, ha detto l’hidalgo di Catalogna al termine della gara vinta, anche senza Nico Paz, dalla scapigliatura lariana contro il Parma. Il Como, per il gioco espresso e la mentalità assolutamente fuori dal nostro sistema italico, meriterebbe la Champions, ma dovrà accontentarsi di uno storico piazzamento in Europa League che per la Juventus invece rappresenta il premio di consolazione assai poco gradito da società e tifosi. Il futuro di Fabregas dovrebbe essere ancora in riva al Lago per provare anche l'effetto che fa la prima esperienza europea alla guida di una mina vagante come il suo Como, e poi magari tentare il grande salto. Nel 2027, quando Pep Guardiola dovrebbe lasciare il Manchester City per molti quel posto spetterebbe di diritto a un altro catalano con idee rivoluzionarie, il profilo del Cesc appare più he nitido. Chiudiamo dal fronte salvezza. La Cremonese al 95’ con la vittoria di Udine era a +1 dal Lecce. Al 96’ Stulic compie il blitz del Lecce a Sassuolo (2-3) e ora i salentini con un punto di vantaggio sono pronti a festeggiare la seconda permanenza di fila ottenuta all’ultimo respiro. Anche Humphrey Bogart sentenzierebbe: "È il calcio, bellezza! Il calcio! E tu non ci puoi far niente! Niente!".

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