giovedì 14 giugno 2018
Un aeroplanino di carta è il simbolo del programma. Già questo la dice lunga sull'idea della scuola che circola nell'immaginario collettivo fatta propria da coloro che hanno pensato e scritto Il supplente, il nuovo factual (si chiama così) che offre l'occasione di gettare uno sguardo sui maturandi, sulle loro speranze e i loro sogni. Annunciato a fine aprile in seconda serata, poi slittato a metà maggio, quindi a metà giugno, il programma di Rai 2 (già da tempo a disposizione su Raiplay) ha debuttato ieri in prime time con la prima delle tre puntate previste il mercoledì da qui al 27 giugno. Il meccanismo è presto detto: gli alunni di una quinta superiore sanno che una loro mattinata di scuola sarà ripresa dalle telecamere per fini istituzionali. Ma all'ultimo momento, al posto del professore di ruolo, si presenta un supplente sui generis, un personaggio famoso, che farà lezione a modo suo, “spiato” dal vero professore. Falsi docenti del primo turno Roberto Saviano e Mara Maionchi. L'autore di Gomorra impegnato in un liceo classico di Maddaloni, la discografica in un linguistico di Milano. Notevole la sorpresa dei ragazzi nel vedere entrare in aula “il supplente”. «Fare il professore è il mestiere più difficile è rischioso della terra», ammette Saviano. Ma poi, più che parlare di storia, materia della “supplenza”, finisce per promuovere la legalizzazione delle droghe leggere. La gira bene, ma il messaggio finale è indiscutibile. Poi parla di sé e della sua lotta contro la camorra. Tema il coraggio di cambiare. Cosa che (in questo caso giustamente) affascina i ragazzi. Anche se la vera sorpresa sarà la simpatia e la bravura dimostrate dal vero professore quando insieme al “supplente” si presenta in aula dicendo di aver visto e sentito tutto. Da notare che i ragazzi hanno più paura del vip che del prof. E questo la dice lunga su un'altra cosa: il potere che ancora esercita la notorietà derivata soprattutto dalla televisione. Di fronte alla Maionchi una delle alunne addirittura si commuove: «Non mi sembra vera», ripete piangendo. Per il resto, non sappiamo quanto un programma del genere aiuti a capire la scuola (Rai 2 ci aveva già provato con lo pseudo-reality Il Collegio). Di certo dimostra che i ragazzi hanno più voglia di parlare della vita ordinaria che non di quella straordinaria letta sui libri di testo.
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