La musica cristiana francofona si fa digitale e interconfessionale
venerdì 14 ottobre 2022
Si ascolta la melodia dolce e solenne di Alléluja, à notre Dieu, se ne assapora il testo, e con naturalezza viene da unirsi a questo inno di lode al Signore, ispirato ai capitoli 4 e 5 dell’Apocalisse: «Splendore e grazia, forza e lode / Al nostro Dio, al nostro Dio / Onore e gloria / Regno e potere / Al nostro Dio, al nostro Dio», recita il ritornello. Narra “Aleteia” ( bit.ly/3rSATmb ) che il progetto di questo canto, dal 30 settembre scaricabile da tutte le piattaforme ( bit.ly/3VkpXLL ), si deve al gruppo La Benediction France. Il fondatore Jean-Luc Sergent, prete anglicano responsabile della chiesa del French Connect di Londra, ha radunato i cantanti più noti del mondo francofono cattolico e protestante per un lavoro comune che li ha impegnati per un anno e mezzo. Tra loro Thomas Pouzin, del gruppo francese Glorious, Dan Luiten, originario di Dunkerque ma formatosi teologicamente in Québec, e Dena Mwana, cantante e compositrice gospel congolese, «attualmente l’artista cristiana francofona più ascoltata»; tutti autori dei quali la Rete attesta la popolarità. Il videoclip di lancio, che su YouTube ( bit.ly/3CtAECP ) ha raggiunto a oggi 188mila visualizzazioni, è stato girato nientemeno che alla basilica del Sacro Cuore di Montmartre e alla chiesa della Trinité a Parigi. Segnalo i tre aspetti che mi paiono più significativi dell’intera iniziativa. Il primo è una conferma: la crescente fama della Christian music, che trova riscontro anche in Italia, deve molto al nuovo modo di fruire la musica nell’era digitale. Il secondo: tutti gli artisti coinvolti sono al tempo stesso anche impegnati nell’evangelizzazione e nel culto nelle rispettive comunità, con incarichi diversi come sono diverse le denominazioni cui appartengono. E questo è il terzo aspetto: gli artisti di Alléluja, à notre Dieu appartengono tanto a comunità cattoliche quanto a comunità protestanti, per una precisa intenzione ecumenica che è anche una speranza: «Concepito come un atto di adorazione fuori dal comune, come il gesto della donna che versa un profumo prezioso sul capo di Gesù», si legge sul sito “Info Chrétienne” ( bit.ly/3yFT4PU ), ha voluto essere «una canzone che chiunque potesse cantare, una canzone unificante, che risuoni e si irradi in tutto il mondo francofono e dia gloria al nostro Dio». © riproduzione riservata
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