La guerra dei dazi danneggia il Pecorino
domenica 28 aprile 2019
Nella guerra commerciale fra Usa e Ue potrebbe farne le spese anche il Pecorino Romano. Non si tratta di una cosa di poco conto, visto che proprio questo formaggio rappresenta uno dei prodotti di punta delle vendite italiane oltreoceano che valgono, solo per il lattiero-caseario, oltre 270 milioni di euro. Per il pecorino, poi, quello Usa è il primo mercato, dove finiscono i due terzi dell'export. Insomma, la disputa Usa-Ue sugli aiuti al settore aeronautico, che si sta combattendo appunto a colpi di dazi a carico di altri comparti, rischia di fare molto male all'agroalimentare nazionale. La minaccia che si sta profilando per il Pecorino è stata evidenziata da Assolatte che ha spiegato come nella lista che alcuni giorni fa l'Office of United States Trade Representative ha diffuso siano presenti anche burro, yogurt e alcuni formaggi. «Da una prima analisi – dice Assolatte –, sembra che i formaggi italiani coinvolti siano i Pecorini, l'Asiago, la Fontina e il Taleggio, oltre ad alcuni formaggi freschi e fusi». Certo, viene precisato che ancora non si conosce l'entità dei dazi che entrerebbero in vigore in estate, ma il rischio di un colpo basso ai nostri produttori è più che concreto. Soprattutto per quelli lattiero-caseari visto che «oggi l'Italia è il primo paese al mondo per export caseario verso gli Usa, terza destinazione in valore delle nostre esportazioni casearie". Insomma, mentre il nostro Paese sta cercando di aprire il mercato agroalimentare con la Cina, c'è la possibilità che quello altrettanto ricco con gli Usa venga improvvisamente messo in crisi. Una brutta prospettiva per la bilancia commerciale italiana che, intanto, continua a mietere successi. In febbraio le esportazioni sono cresciute del 10% raggiungendo 2,9 miliardi di euro in un solo mese. Certo, fa rilevare Coldretti, quasi due terzi delle esportazioni agroalimentari interessano i Paesi europei, ma fuori dai confini comunitari sono proprio gli Stati Uniti il mercato di riferimento con una crescita record a febbraio del 17%. Un traguardo sul quale si profila l'ombra minacciosa dei dazi sui prodotti europei che interesserebbero circa la metà del Made in Italy esportato in Usa. E in lista non c'è solo il Pecorino ma anche prodotti d'eccellenza come molti vini, l'olio di oliva, gli agrumi.
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