I comprimari della Passione: quattro post per distinguerli
venerdì 7 aprile 2023

La folla, le donne, gli apostoli, gli uomini di potere: sono coloro ai quali, nella proclamazione dei Vangeli della Passione che ascoltiamo durante le liturgie di questi giorni, dà voce spesso (se parlano) un solo, terzo lettore, mentre gli altri due interpretano il «cronista» e Gesù. Non senza creare uno straniante effetto-babele al contrario.

Con quattro successivi post, comparsi fra il 26 marzo e il 2 aprile sul suo blog “Il tutto nel frammento” (e poi ripresi da Korazym.org), Fabio Cittadini aiuta a minimizzare tale effetto, distinguendo nettamente i loro profili e attualizzandoli. Teologo, giornalista religioso e insegnante di religione (in tale veste è già stato raccontato in questa rubrica), è di origine marchigiana ma vive e lavora a Milano. In questi contributi, brevi e immediati, combina felicemente le sue competenze.

Nella folla, scrive, durante la Passione «le ambiguità si condensano»; Gesù, che la conosce, non ne ricerca il consenso e così ci invita «a non fare affidamento sulle folle. I grandi numeri non servono al cristianesimo, che non deve essere una religione del consenso, ma una religione che interroga e inquieta le coscienze».

Le donne, secondo Cittadini «sono il personaggio più bello di tutto il racconto della Passione». Avrebbero «tutto da perdere, eppure sono al posto giusto nel momento giusto». Esse «simboleggiano una Chiesa che sa stare nella sofferenza, nel dolore, nell’angoscia, senza lasciarsi travolgere, una Chiesa libera perché sa attendere la luce nelle tenebre».

Poi ci sono gli apostoli. Per loro la Passione è il momento decisivo per capire «il loro Maestro, che hanno seguito» lasciando «un posto certo, sicuro». Ci insegnano a comprendere «che la fede in Gesù deve essere anche capace di lasciarci nello stupore perché lui è sempre oltre ogni nostra comprensione, è sempre oltre ogni nostra, pur buona, convinzione, è sempre oltre ogni nostra visione».

Infine, gli uomini del potere religioso e politico. «Ottusi, chiusi, ostinati», pronunciano su Gesù una «condanna sommaria», perché «ogni decisione è già stata presa». Il potere mistifica, manipola, «e il Vangelo ci ricorda di stare attenti. Di fronte ad esso, altri cristiani in tutti questi secoli e ancora oggi sono stati e vengono sacrificati».

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