“Furore”, un ritorno tra luci e ombre


Andrea Fagioli venerdì 21 aprile 2017
Vent'anni dopo, scritto da Alessandro Dumas, è il romanzo centrale del ciclo dei moschettieri, che erano tre. Ecco allora che il Furore televisivo, vent'anni dopo, è tornato con una triplice conduzione, come i moschettieri appunto. Ma non aspettiamoci alcun Visconte di Bragelonne, il tutto termina qui, stasera, con la quarta e ultima puntata (compresa quella speciale di Pasqua) per un bilancio così e così. Il programma musicale, che due decenni fa segnò una svolta nel sonnolento panorama dell'etere prendendo a prestito un format francese, è tornato con il suo conduttore storico, Alessandro Greco, coadiuvato da Gigi e Ross, prestati all'uopo dalla stesse rete: Rai 2. Il ritorno di Greco va salutato con piacere. Per troppo tempo è stato ingiustamente messo da parte. Ci ha pensato Carlo Conti a riportarlo alla ribalta con Tale e quale show a cui è seguita qualche altra piccola conduzione fino a questo ritorno in più grande stile che ci auguriamo per lui preluda a un qualcosa di definitivo. Con Greco, come detto, ci sono Gigi e Ross (Luigi Esposito e Rosario Morra), che sono molto cresciuti rispetto ai tempi iniziali di Made in Sud. Lo hanno dimostrato soprattutto con la conduzione di Sbandati dove torneranno dalla prossima settimana riprendendo il posto lasciato temporaneamente a Costantino della Gherardesca (che lo ha gestito anche un po' troppo a modo suo). Adesso Gigi e Ross sono chiamati a un ulteriore passo avanti raffinando la loro comicità, rendendola più garbata. Sono comunque sulla buona strada. Speriamo non tornino indietro. Dicevamo, però, di un Furore vent'anni dopo un po' così e così. Il programma si dice si inserisca nel trend internazionale del cosiddetto “reboot”, con cui si cercano di riavviare quei programmi che in passato hanno avuto successo. Nel frattempo, però, la televisione è cambiata, non sempre in meglio, tutt'altro, ma è cambiata e quindi non è automatico riproporre un vecchio format di successo pensando che possa ripetersi. Inoltre, i personaggi che ogni volta compongono la squadra degli uomini e quella della donne, che si sfidano a colpi di note e di canzoni, sono più o meno gli stessi che ormai passano da una comparsata televisiva all'altra tentando di apparire simpatici a ogni costo, mentre il più delle volte ottengono l'effetto contrario.
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