Frammenti della Gmg di Cracovia malgrado il terrorismo quotidiano
mercoledì 27 luglio 2016
Nella classifica, che continuo a stilare quotidianamente, tra le notizie di argomento religioso che compaiono in Rete, i post che riguardano la Gmg di Cracovia inseguono, ma invano, quelli che parlano della religione che divide, forti del nuovo atto di terrorismo che ha avuto per teatro una chiesa vicino a Rouen e per vittima un anziano sacerdote, Jacques Hamel, divenuto, in morte, straordinariamente popolare. Così i giovani che uccidono in nome di Dio sembrano vincere lo scontro di civiltà pur senza colpire fisicamente quegli altri giovani che in nome di Dio si vanno pacificamente radunando: la consueta gioia di questi appuntamenti lascerà il posto a cuori afflitti e inquieti.E tuttavia di loro voglio dire, o meglio: di qualche frammento di Gmg che intercetto sui blog e sui social network. Comincio da Claudia e Angelica, che sul blog Come Gesù ( tinyurl.com/jkabj5v ) di don Mauro Leonardi (sospetto che sia il loro parroco) postano dalla Polonia un videodiario di un minuto ogni giorno. La pagina Facebook di "12 porte", settimanale televisivo della diocesi di Bologna, è a sua volta a disposizione dei gruppi diocesani che vogliono condividere i loro momenti polacchi, e per prima cosa ci mostra che con l'ultimo gruppo di ragazzi è partito, volando low-cost, anche il vescovo Zuppi. Di suor Naike Monique Borgo sappiamo al momento, sempre da Facebook, che è in viaggio, e che tanti la stanno accompagnando nella preghiera e nell'amicizia. Infine Marco Pappalardo, sul blog Vino Nuovo ( tinyurl.com/jfqcyvb ), ci racconta il rinnovarsi del "miracolo" (che è tale a maggior ragione, di questi tempi) del gemellaggio: ovvero l'ospitalità data ai giovani pellegrini in «un clima di famiglia che supera tutte le barriere, i timori, gli ostacoli; testimonia di una cura delle relazioni che apre i cuori più timorosi e le menti con maggiori pregiudizi; porta con sé una dimensione ecclesiale che diviene prospettiva di immediato futuro sia per chi accoglie sia per chi è accolto».
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