A Bud Spencer l'omaggio di History
giovedì 31 ottobre 2019
Èproprio un bell'omaggio a Carlo Pedersoli quello tributato da History (canale 407 di Sky) martedì in seconda serata con lo speciale Le 1000 vite di Bud Spencer. Del resto il gigante buono del cinema italiano se lo meritava a tre anni dalla morte e soprattutto a novanta dalla nascita avvenuta il 31 ottobre 1929 a Napoli. Un riconoscimento avvalorato dal fatto che a proporlo sia stata proprio una rete televisiva dedicata alla Storia con la S maiuscola. E lui, Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer, un po' di storia, non importa se con la s minuscola o maiuscola, l'ha fatta davvero: dapprima come atleta, grande nuotatore, e poi come attore soprattutto al fianco di Mario Girotti, alias Terence Hill. Per dirla con Ermanno Olmi, di cui lo speciale ci ripropone la lettera indirizzata ai due attori in occasione del David di Donatello alla carriera nel 2010, «potremo davvero scampare al declino di civiltà, se sapremo praticare la strada maestra della gioia. Gioia come condivisione di sentimenti di pace, poiché una bella, raffinata e onesta risata è anch'essa a pieno titolo opera d'arte e fa bene allo spirito, alla cultura e anche alla salute. Sono felice di vedere assegnare il premio a Bud Spencer e Terence Hill, magnifici attori e amabilissimi galantuomini, indimenticabili eroi di tante fantastiche avventure, di giocosa ironia e sano divertimento». Il documentario, scritto da Giuseppe Colella, Jacopo Sonnino e Andrea Ciccolini con la regia di Alessandro Capone, raccoglie interviste inedite a Bud e a tutta la sua famiglia (moglie, figli e nipoti) dalle quali emerge la personalità poliedrica del marito, padre e nonno, le sue passioni a partire ovviamente dal cibo fino al volo e alla musica. Non mancano riferimenti a circostanze meno conosciute come gli anni passati a costruire strade nella Foresta amazzonica dopo l'addio allo sport. Mentre ai tanti colleghi sono affidati altri aneddoti e a lui stesso il racconto del suo casuale approdo al cinema professionistico per colpa di due cambiali da due milioni ciascuna. Qualcuno dirà, e a ragione, «benedette quelle cambiali». A quel primo film del 1967, Dio perdona... io no!, con la regia di Giuseppe Colizzi ne sono seguiti altri 103 per la gioia di tutti.
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