La dura verità sfida il potere nel disordine dell’ingiustizia
Dominik Moll - Il caso 137 Francia 2025. 115 minuti
Ordine e giustizia possono sovvertirsi in disordine e ingiustizia: se questo in astratto certo si sa, molto meno lo si sa quando il sovvertimento risulta interno all’ordine e alle “forze” che quell’ordine dovrebbero mantenere e tutelare. Nel film di Dominik Moll, il caso rubricato come “137” viene affidato a IGPN, una commissione di vigilanza istituita per controllare sui comportamenti della polizia francese. Lo stesso caso diviene così oggetto di un’indagine flagrante, che da subito e man mano di più trova ostacoli per ragioni che sono di ordine sociale tanto quanto politico.
Nell’ottavo arrondissement di Parigi, nel corso di una manifestazione di “gilets jaunes” un ragazzo arrivato in città dalla banlieue per manifestare viene ferito alla testa da colpi a salve e avrà danni cerebrali permanenti. Un video mostra il momento degli spari, ma quale tra i poliziotti filmati ha sparato?
Quale la dinamica della tragedia? Nonostante l’evidenza delle testimonianze visive, qualcosa di cruciale resta opaco. A condurre l’indagine è una poliziotta seria e coraggiosa (Léa Drucker), ma sin da subito si comprende che la sua sarà una strada in salita. Impossibile non impigliarsi in una rete fitta di omertà, privilegi, poteri dello stato di polizia e divari sociali che scandiscono un impalpabile quanto impenetrabile tessuto soggiacente alla realtà. Scandito da ritmo incalzante e da una sceneggiatura senza sbavature (il personaggio di Stéphanie, la poliziotta, conta dettagli di vita privata che la rendono più convincente ancora di quanto l’attrice che magnificamente la interpreta già non faccia), il film sino a circa due terzi può sembrare ancorato a una realtà “solo” francese, ovvero a un mondo iper-classista e non bene decifrabile a chi non lo conosca dal di dentro.
A complicare le cose però, insieme rendendole più comprensibili in un orizzonte di significato più universale, sopravvengono elementi che sfumano l’apparente manicheismo della storia. Si delineano nuove strade altrettanto decisive di quelle tracciate dai fatti; e il “caso 137”, il dramma occorso al ragazzo ferito alla testa e la battaglia condotta dalla rigorosa poliziotta per fare giustizia, assurgono a un più ampio significato morale. Tra amarezza e scandalo, tra nemesi di appartenenze sociali e riscatti di natura psicologica, le nozioni di bene e male si fanno lenti focali necessarie non solo per leggere in filigrana la realtà sociale di un intero Paese. Anche, quelle stesse nozioni si riformulano come interrogativi aperti e rivolti a ogni genere di società, in qualsiasi luogo del mondo ci si trovi. La verità è anche ciò in cui intimamente e fermamente crediamo. Cercarla è monito imperativo; trovarla, un risultato dal prezzo troppo alto.
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