Ottobre 2021- Di tutti, il più caro
Un’amicizia perduta nel dolore del Covid, ma custodita dalla certezza che l’amore non finisce con la morte.
Degli amici, eri il più caro. Il primo che chiamavo, se succedeva qualcosa. Il primo cui giravo il titolo di giornale che mi faceva ridere. Tu rispondevi subito, nella mia medesima lingua. Avevi combattuto contro un male cattivo, e avevi vinto. Ma di polmoni eri rimasto delicato, e per evitare il Covid eri stato un anno lontano da Milano. E poi, tutto finito, eri tornato. “Una di queste sere vengo a pastasciuttare da te”, mi avevi scritto.
Ma una mattina all’alba, il drin di un messaggio sul cellulare. “Luigi è morto”. Sveglia di colpo, la scossa aspra dell’adrenalina nel sangue. Senza fiato sveglio mio marito: «Dicono che Luigi è morto». Lui, assonnato, «Ma va’- risponde - impossibile, è uno scherzo».
Infatti, era impossibile. Tu così vivo, tu che ci tenevi fino alle due di notte ad ascoltare le tue passioni e polemiche. Le ore, con te scivolavano via come acqua. Assolutamente impossibile. Ma quella notte, il cuore ti si era spezzato. A lungo ho continuato a scriverti messaggi, «Ma hai visto…», e poi a interrompermi. Tu ora eri sotto la terra nera di un piccolo cimitero brianzolo, fra le tombe scavate in fretta per il Covid. Il ruggito della ruspa che copriva la tua bara, lo sento ancora.
Che tu sia morto, però, non è vero. Io, sempre fragile, ho, Luigi, una assoluta certezza: tu sei fra i vivi.
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