Dicembre 2024 - Il sole a santa Lucia

Il piccolo Giovanni, terzo nipote, porta in casa gioia, tenerezza e pace. Nel suo sorriso, l’autrice riscopre la luce semplice e profonda che ogni bambino sa donare.
March 28, 2026
Lui è nato dopo le lunghe ore di un parto travagliato. Era Santa Lucia, “il dì più corto che ci sia”, e mancavano pochi minuti a mezzanotte. Nel fondo del buio dell’inverno, il primo vagito di Giovanni. Il figlio di nostra figlia: incredibile quanto la “bambina”, come ancora la chiamiamo, sia cresciuta in fretta. Madre e bambina ancora, si direbbe, da come gioca con suo figlio, gli fa gli scherzi, lo rotola fra le braccia, lo bacia, finge di morderlo. E da una giovane mamma giocosa viene un bambino sorridente, gioviale. Tranne, ovvio, quando spunta un nuovo dente: allora è furioso. Ma poi torna lui, quattordici mesi di felicità. Come gattona veloce verso la porta quando la sera arriva suo padre, come sorride quando mi vede. A volte mi allunga perfino una carezza.
Il sorriso di un bambino così piccolo è acqua limpida. Scioglie pensieri e tristezze, come il calore il burro. È un prodigio, quel sorriso. Se poi mi tengo addosso Giovanni che dorme, mi aggiusta il ritmo troppo veloce del cuore. Mi abituo a respirare al suo stesso respiro, mi lascio andare come lui, nel suo fiducioso abbandono. Lui insegna, io imparo. Sono al terzo nipote, dopo Martino e Giulio. Mai lo avrei immaginato, a vent’anni. Quando non sapevo che ogni nuovo bambino è, in una casa, un raggio di sole.

© RIPRODUZIONE RISERVATA