Enzo Avitabile: «La mia Napoli è una città di gente che sì dà da fare»

Il cantautore partenopeo accoglie la visita di papa Leone XIV con il cuore aperto del cattolico praticante e come portatore di pace attraverso la sua musica
May 8, 2026
Enzo Avitabile: «La mia Napoli è una città di gente che sì dà da fare»
Il cantautore napoletano Enzo Avitabile (foto Titti Fabozzi)
Enzo Avitabile aspettava la visita a Napoli di papa Leone XIV, in primis da “portatore di pace” con la sua musica e poi da “cattolico praticante”. «Io ho un rapporto particolare con i miei amici preti che sono tutti colti, amanti dell’arte e della musica e con loro ho un dialogo costante e profondo. Poi lo sanno tutti che ho la fortuna di avere un rapporto speciale con “don Mimmo”, il nostro arcivescovo, il cardinale Domenico Battaglia, di cui ho musicato la sua preghiera Perdonaci la pace che è diventato un canto, un inno contro tutte le guerre lanciato qui, da Napoli». “Perdona la pace armata prima della guerra... Perdonaci la pace del dittatore...”, si legge nel testo di quella canzone che sottoscriverebbe anche papa Leone XIV, specie dopo le pesanti critiche che gli ha rivolto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. «Nell’incipit di Perdonaci la pace sta la chiave di tutto il senso della ricerca di pace che va assolutamente trovata e al più presto. A Napoli comunque quando si parla di Trump, il popolo dice: “chillo nun sta’ bbuono cu ‘a capa” (quello non sta bene con la testa) – sorride Avitabile –. Ho apprezzato molto la sacrosanta risposta del Papa a questo folle dittatore che minaccia la pace nel mondo. Devo essere sincero però, come sempre, su papa Prevost all’inizio ho avuto qualche perplessità in merito al nome che ha scelto, Leone XIV. Avrei preferito Francesco II e a dirla tutta, da musicista e da napoletano, il mio sogno sarebbe stato papa Alfonso I, in omaggio a sant’Alfonso de Liguori, l’inventore della musica sacra popolare e primo cantautore in lingua dialettale.
Però alla Messa alla domenica prego sempre per i miei amici preti, per don Mimmo e naturalmente anche per papa Leone che ancora prima che rispondesse a Trump mi ha donato una grande illuminazione. C’è stato un momento nelle sue parole rivolte a noi cristiani nelle ultime settimane che mi ha emozionato, mi ha rassicurato». Avitabile parla con la serenità che, «in questo momento storico» gli trasmette la sua città, da sempre capitale dell’accoglienza. «Che Napoli trova il Papa? Una Napoli piena di turisti i quali scoprono le sue innumerevoli bellezze, a cominciare dalla nostra gente. Trova una Napoli in salute e pacificata. La Napoli di Scampia è un set cinematografico ma non la realtà della nostra comunità, perché quella, anche nei quartieri più difficili, è fatta di uomini e donne che si rimboccano le maniche e che vanno a lavorare tutti i giorni per dare un futuro ai propri figli, per farli studiare e mandarli all’università. Questo l’ho detto tante volte, anche in tv, da Lorena Bianchetti, nella mia trasmissione preferita, A sua immagine». Questa è anche la cartolina di benvenuto che Enzo Avitabile consegna a papa Leone XIV con un augurio che viene dal cuore: «Sperando di incontrarlo presto, intanto gli vorrei dire: Santo Padre buon lavoro, perché quello che sta facendo è un lavoro difficilissimo. Parlo di lavoro che si fa missione, perché fare il Papa richiede fatica e tanto amore, lo stesso che io metto da sempre nella musica. Ad majora papa Prevost».

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