Scritti iper-nozionistici e orali «farsa»: il concorso per guide turistiche è un flop
Su 30mila iscritti sono stati promossi in 230. Ma ai colloqui, che terminano oggi, non sarebbe stato bocciato nessuno. Uno dei vincitori svela tutte le domande ad Avvenire

Si conclude oggi quello che doveva essere il concorso della svolta per il turismo italiano: il primo esame nazionale di abilitazione delle guide turistiche. Ma che nei fatti è stata una disfatta, almeno per gli 11.961 bocciati alla prova scritta dello scorso 18 novembre. I candidati a quello che era un concorso atteso da almeno dodici anni per colmare la «carenza strutturale di guide in un Paese che vive di patrimonio culturale» - così lo aveva descritto il ministero del Turismo –, in realtà, erano quasi 30mila. La maggior parte si è ritirata a luglio dopo la pubblicazione del programma di studio: una lista di oltre 530 siti archeologici e musei da conoscere opera per opera. Quelli che hanno deciso di affrontare la prova scritta, quasi 12mila, invece sono stati fermati da un questionario con 80 domande a risposta multipla. I pochissimi sopravvissuti, infine, sarebbero stati tutti promossi. «In diversi giorni di esami orali non ho saputo di nessuna bocciatura – racconta ad Avvenire Guglielmo Pisani, uno dei vincitori del concorso –. A fronte della quasi insuperabile prova scritta, l'orale è stato praticamente una farsa. Lo stesso Ministero mi aveva rassicurato in una telefonata che, salvo scena muta o una performance assolutamente disastrosa, avrei ben probabilmente superato le prove orali». In attesa dei numeri ufficiali, una conferma della promozione di massa arriva anche dalle associazioni di categoria: «Da quel che risulta a me all’orale sono stati promossi tutti – ribadiva ieri Anna Bigai, presidente dell’Associazione nazionale guide turistiche –, ma ce lo aspettavamo dopo quello che è successo allo scritto».
In Italia le guide turistiche abilitate sono circa 14mila. Significa che l’elevatissima domanda – circa 130 milioni di visitatori all’anno – viene soddisfatta ovunque anche dai lavoratori abusivi. È soprattutto a questo fenomeno che il concorso non è stato in grado di dare una risposta, abilitando pochissime nuove guide. Il motivo, secondo Pisani, è semplice: «I siti che dovevamo studiare hanno una densità infinita – spiega –. Andavano dai piccoli castelli della Valle d’Aosta ai parchi archeologici di epoca sannita nel Molise, passando per gli Uffizi di Firenze. Ci siamo trovati di fronte a un programma sterminato». Quelle domande, dopo aver superato anche l’esame orale, la guida le ha fatte leggere tutte ad Avvenire. Ai candidati sono stati posti quesiti sul porto dell’antica città di Baia, la cosiddetta “Pompei sommersa” nel golfo di Napoli, sulla foresta fossile di Dunarobba in provincia di Terni, sull’acquedotto di Corfinio all’Aquila e –ancora – sull’organo tenuto in mano da santa Cecilia in un dipinto di Raffaello conservato alla Pinacoteca di Bologna. Assieme a queste, si trovano anche domande tecniche sulle leggi che regolano il turismo in Italia. «I quesiti erano di un nozionismo straordinario – sintetizza Pisani –. Ho dovuto trasformare il mio cervello pensante in un database di informazioni».
L’esame orale, al contrario, diviso in una intervista e una simulazione tecnico-pratica, non avrebbe presentato un alto grado di sfida per i candidati. «Per molti è stata una farsa», commenta Pisani. Che nutre dubbi sulla capacità dell’intero concorso di verificare il grado di preparazione delle nuove guide: «Vale di più una risposta multipla a un quiz o una prova tecnico-pratica per un professionista che lavora ogni giorno davanti a centinaia di persone?», chiede retoricamente. «Io adesso ho la testa zeppa di nozioni inutili per una visita guidata della Roma antica, per fare un esempio – continua la guida, che ha alle spalle dieci anni di lavoro nel settore come accompagnatore turistico –. Se domani avessi un servizio del genere, sono sincero, esiterei molto ad accettarlo. Dovrei iniziare finalmente a studiare seriamente». Il risultato è che perfino tra i pochissimi vincitori traspare insoddisfazione riguardo alle prove: «Dopo un anno e mezzo di studio – conclude Pisani – non potrò esercitare da subito la professione perché non ho in testa nient'altro se non delle nozioni con le quali non è possibile svolgere un servizio di buon livello. Per questo, esprimo profonda solidarietà per i molti colleghi preparati che non sono stati abilitati da una prova del genere».
Per rimediare alla carenza di guide turistiche, non appianata dai 200 nuovi ingressi, il ministero del Turismo è corso ai ripari con un altro concorso. Le prove scritte si terranno a giugno e c’è tempo per la presentazione delle domande fino al 19 maggio. Ma per l’Associazione nazionale guide turistiche, neanche questo nuovo bando sarà utile a mitigare gli effetti dell’abusivismo. «A prescindere dal numero di promossi del nuovo concorso – commenta la presidente Bigai –, a me sta a cuore la preparazione dei nuovi abilitati. Il mercato è saturo e ha bisogno di guide di qualità. È in assenza di professionisti competenti che operano meglio le guide abusive, che hanno il vantaggio di aggirare le tasse». Il nuovo bando, secondo l’associazione, darebbe già motivo di preoccupazione: «Non rassicura sulla competenza delle nuove guide. Gli orali si potranno svolgere anche da remoto a casa propria – conclude Bigai –. Senza un orale serio, il concorso rischia di essere un “colabrodo” di cui non abbiamo bisogno».
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