Genova è pronta ad abbracciare 400mila alpini. «Siete esempio di solidarietà»
Da venerdì a domenica la 97esima Adunata nazionale, che questa volta si svolgerà nel capoluogo ligure. L'omaggio alle vittime del ponte Morandi

Genova si prepara ad abbracciare gli alpini che, in più di 400mila, tra venerdì e domenica arriveranno da tutta Italia in città per la 97^ Adunata nazionale. Un appuntamento annuale, ogni volta in una città diversa (nel 2027 sarà a Brescia), che rafforza il profondo legame tra le “penne nere” e i territori dove storicamente sono presenti e dove, instancabilmente e silenziosamente, operano a beneficio delle comunità locali.
Già in questi giorni sono arrivate nel capoluogo ligure le prime avanguardie del popolo con il cappello, accolte festosamente, anche se non sono mancate isolate e sporadiche proteste per gli inevitabili disagi che la presenza di così tante persone in pochi giorni inevitabilmente provoca. È stata la stessa sindaca di Genova, Silvia Salis, nel discorso di benvenuto, a chiedere scusa ai cittadini invocando «pazienza». Un invito accolto dalla gran parte dei residenti, che non perderanno l’occasione dell’Adunata per stringersi attorno agli alpini e al loro messaggio di pace che, ormai da qualche anno, fa da filo conduttore dell’Adunata. “Alpini faro per il futuro dell’Italia” è lo slogan scelto per l’edizione genovese, che campeggerà in tanti striscioni portati durante l’imponente sfilata di domenica per le vie della città, che vedrà più di 80mila veci e bocia marciare ordinati da mattina a sera, prima di passare la “stecca” ai bresciani.
In segno di solidarietà a una città ancora ferita, l’Adunata è simbolicamente cominciata già giovedì pomeriggio, con l’omaggio al Memoriale del Ponte Morandi, che ricorda le 43 vittime del crollo del 14 agosto 2018. «Gli alpini sono stati tra i primi a correre in nostro aiuto», ha ricordato sempre la sindaca Salis nel suo discorso. Non dimenticando chi «ha teso una mano nel bisogno». Un atteggiamento che, da oltre un secolo, caratterizza le “penne nere”, sempre pronte a rimboccarsi le maniche. Dal terremoto del Friuli del 1976 in poi, gli alpini sono sempre stati in prima fila in tutte le emergenze nazionali. Nel 2020, nel pieno della pandemia da Covid-19, in sette giorni hanno allestito l’ospedale da campo a Bergamo, cuore del focolaio, struttura decisiva per salvare migliaia di vite umane e dare il via al piano vaccinale. L’ospedale è il fiore all’occhiello della Protezione civile Ana, che può contare su 12.600 volontari (di cui 2.100 donne), cardine del grande lavoro svolto a servizio delle comunità locali e registrato nel Libro Verde della Solidarietà alpina. Per il 2025, si tratta di 6,5 milioni di euro donati direttamente (nel 2024 erano stati 5,8), oltre a 2,59 milioni di ore lavorate dai volontari, con una crescita di oltre 10mila ore rispetto all’anno precedente. A valori di mercato, significa un contribuito gratuito pari a 84 milioni di euro. Complessivamente, insomma, nel 2025 la comunità nazionale ha beneficiato della generosità disinteressata degli alpini per oltre 90 milioni di euro.
«Le nostre porte sono sempre spalancate a tutte le penne nere», ha ricordato il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, inaugurando lo stand regionale all’interno del Villaggio alpino al Porto Antico. Sui social il Governatore ha ricordato «i valori che gli alpini incarnano da sempre: solidarietà , sacrificio, impegno per il prossimo, presenza concreta nei momenti difficili del nostro Paese».
Parole che rendono giustizia a un’Associazione che ha sempre fatto della solidarietà la propria cifra distintiva e che, invece, anche a Genova, è stata accolta da alcune (poche) scritte ingiuriose su muri e volantini. Un’associazione femminista ha addirittura stilato un vademecum per le donne potenziali vittime degli alpini. Un movimento che accompagna l’Adunata da Rimini 2022, quando furono presentate alcune denunce per presunte molestie, poi tutte archiviate. In ogni caso, proprio per dimostrare quanto il tema del rispetto sia in cima alle priorità degli alpini, l’Ana ha attivato il sito #controlemolestie, chiedendo a tutti i soci di contribuire attivamente, con un comportamento responsabile e rispettoso, a far sì che l’Adunata sia una grande festa di popolo.
Alla buona riuscita della tre giorni in penna nera ha lavorato attivamente anche la Chiesa locale, con l’arcivescovo Marco Tasca, che presiederà la Messa di domani pomeriggio in Cattedrale. «Un’occasione per affidare al Signore gli alpini, ricordare i caduti, pregare per la pace e rinnovare i valori di fraternità e dedizione al bene comune che l’Associazione continua a custodire e trasmettere», si legge in una nota dell’Arcidiocesi.
Nel fitto calendario dell’Adunata, un posto di rilievo occupa, infine, la mostra, allestita nella chiesa delle Scuole pie, sul beato don Secondo Pollo, cappellano degli alpini morto nel 1941 sul fronte albanese mentre prestava soccorso a un ferito. Esempio di abnegazione per tutti gli alpini di ieri e di oggi.
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