Collodi, il paese di Pinocchio dove la favola continua

In occasione del bicentenario della morte di Carlo Lorenzini, viaggio alla scoperta del borgo toscano dove è nato il famoso burattino di legno. E immergersi nel parco a tema che da 70 anni fa rivivere le pagine e i personaggi del libro per la gioia di piccoli e grandi. Ora la fondazione punta a valorizzarlo
May 8, 2026
Collodi, il paese di Pinocchio dove la favola continua
Il parco di Pinocchio a Collodi, in Toscana © Fondazione Nazionale Carlo Collodi
«Canta pure, Grillo mio, come ti pare e piace: ma io so che domani, all'alba, voglio andarmene di qui, perché se rimango qui, avverrà a me quel che avviene a tutti gli altri ragazzi, vale a dire mi manderanno a scuola, e per amore o per forza mi toccherà studiare; e io, a dirtela in confidenza, di studiare non ne ho punto voglia e mi diverto...!». Sembra di vederlo e sentirlo il burattino Pinocchio, con il naso che si allunga quando dice le bugie, mentre va di qua e di là pur di scappare da quello che gli "tocca". C’è un piccolissimo borgo medievale tra le colline della Toscana, che si arrampica come una scala verso il cielo, con case di pietra una sopra l’altra e viuzze strette, che sembra uscito dalle favole e dove Pinocchio è di casa. Non stiamo parlando del Paese dei Balocchi, quello sì che è una favola... Questo borgo si chiama Collodi, è una frazione del comune più grande ma sempre antico di Pescia, in provincia di Pistoia, ed è proprio qui che, senza accorgersene, si entra nella favola di Pinocchio. In questo luogo trascorse parte della propria infanzia Carlo Lorenzini, che tutti avrebbero conosciuto poi con il nome di Carlo Collodi, il "papà" di Pinocchio. Non mastro Geppetto, ma lo scrittore da cui è nata la favola pubblicata a puntate sul "Giornale per i Bambini" nel 1881 e poi, nel 1883, in un vero libro: "Le avventure di Pinocchio", che sarà tradotto in tante lingue conquistando ancor oggi (quasi 150 anni dopo la sua uscita), i bambini di tutto il mondo.
Quest’anno, si festeggiano in particolare i duecento anni dalla nascita di Carlo Lorenzini (Collodi) ed è una bella occasione per scoprire questo luogo magico. Perché se Pinocchio ha viaggiato lontano, è come se qui continuasse a vivere con le sue avventure. Se si cammina piano, con un po’ di attenzione e soprattutto di immaginazione, può capitare di sentire la sua vocina che scappa via ridendo o il ticchettio di passi veloci sul selciato mentre cerca di non farsi prendere dal Gatto e la Volpe, che potrebbero spuntare all’improvviso da dietro un muro.
Il parco di Pinocchio a Collodi, in Toscana © Fondazione Nazionale Carlo CollodiIl parco di Pinocchio a Collodi, in Toscana © Fondazione Nazionale Carlo CollodiIl parco di Pinocchio a Collodi, in Toscana © Fondazione Nazionale Carlo CollodiIl parco di Pinocchio a Collodi, in Toscana © Fondazione Nazionale Carlo Collodiil Giardino di Villa Garzoni a Collodi © Fondazione Nazionale Carlo Collodi
Il parco di Pinocchio a Collodi, in Toscana © Fondazione Nazionale Carlo Collodi
L’intera favola rivive nel Parco a tema di Pinocchio, dove ad ogni passo è come girare una pagina del libro. Nel 2026 il parco celebra settant’anni dalla sua apertura. Fu fondato infatti nel 1956 a seguito di un concorso nazionale che vide premiati ex aequo gli artisti Emilio Greco con la statua Pinocchio e la Fata e Venturino Venturi con la celebre Piazzetta dei Mosaici. Il Parco prese forma come “Villaggio di Pinocchio”, immerso in uno spazio verde progettato dagli architetti Renato Baldi e Lionello De Luigi. Da quel primo nucleo artistico fino alla costituzione, nel 1962, della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, il progetto è cresciuto fino a diventare un polo culturale e turistico italiano dedicato all’infanzia, all’arte e alla letteratura. Nel tempo, l’impianto originario si è arricchito di nuove straordinarie realizzazioni come il Paese dei Balocchi, progettato da Pietro Porcinai con ventuno sculture in bronzo di Pietro Consagra e le architetture di Marco Zanuso, o il Laboratorio delle Parole e delle Figure, oggi sede del Museo Interattivo di Pinocchio. Il percorso si sviluppa come un viaggio dentro il romanzo, punteggiato da statue che rappresentano i protagonisti ormai universalmente noti: il Carabiniere, il Gatto e la Volpe, il Bosco degli Assassini, il Campo dei Miracoli, la Casina Bianca della Fata, il Serpente, il Pescatore Verde, fino al grande Pescecane che accoglie i visitatori nel ventre della fiaba. E ancora, il Labirinto, la Grotta dei Pirati, le Ruote sonore mosse dall’acqua, il Percorso Avventura. Completano l’esperienza il Salone del Grillo Parlante, spazio multimediale per mostre e incontri, le giostre storiche e i teatrini meccanici del primo Novecento, che danno al Parco una dimensione poetica e senza tempo. Nell’anno del doppio anniversario, il complesso collodiano inaugura una fase di rilancio nel segno di una rinnovata ambizione culturale e turistica. Con la nuova presidenza di Giordano Bruno Guerri alla Fondazione Nazionale Carlo Collodi prende infatti forma un progetto che punta a rafforzare l’identità dello storico borgo di Collodi come destinazione culturale di riferimento legata all’immaginario di Pinocchio. L’obiettivo è rileggere il progetto Collodi come un grande cantiere culturale contemporaneo, in cui tutela, ricerca e nuove forme di fruizione dialogano attorno al Parco di Pinocchio.
Pagina dopo pagina, avventura dopo avventura, si arriva in un altro posto incantato di Collodi: il Giardino di Villa Garzoni, uno straordinario giardino monumentale del Cinquecento considerato tra i più significativi d’Europa. Sorto attorno alla Villa Garzoni – oggi in restauro – e modellato sulla scenografica pendenza del terreno, rappresenta un esempio eminente dell’arte paesaggistica italiana: terrazze, giochi d’acqua, grotte, statue, teatri di verzura e architetture vegetali compongono un insieme che dialoga con i grandi giardini europei, dalla Reggia di Caserta a Wilhelmshöhe. Senza dimenticare la Casa delle Farfalle, una serra monumentale in vetro e pietra dove vivono farfalle tropicali provenienti da allevamenti specializzati, che si sviluppano in incubatrice e si riproducono spontaneamente in un habitat perfettamente climatizzato. Fra le fontane del Giardino e la serra delle colorate farfalle, potrebbe apparire la Fata Turchina con i suoi preziosi consigli e Pinocchio stesso che strizza l’occhio al visitatore, prima di perdersi via di nuovo. Al punto che viene naturale cantargli: «Pinocchio, ma dove vai? Pinocchio, ma cosa fai? La fantasia è solo una bugia». Sicuri?

© RIPRODUZIONE RISERVATA