Autunno 2024 - Etty A Gaza

Il dramma di Gaza mostra che nessuno, nemmeno chi soffre, è al riparo dal male. Etty Hillesum lo aveva intuito con lucidità estrema.
March 25, 2026
Quel 7 ottobre, devastante. La rabbia di Israele si moltiplicava. “Annientare Hamas fino all’ultimo uomo”, giurava Netanyahu. Come fosse possibile: come se i figli dei morti non covassero già l’ansia di vendicare i padri. Ospedali bombardati, e se sotto c’era un covo di Hamas, sopra c’erano feriti, e bambini mutilati. Palazzi rasi al suolo, le vittime sepolte per sempre. Hanno sparato, i soldati, su gente in coda per un piatto di riso.
Ci parve più intollerabile, se a farlo era Israele: i discendenti dei deportati no, non possono, ci dicevamo. Ma sentite l’ebrea Etty Hillesum, dal Campo di raccolta olandese di Westerbork, cosa osava scrivere nel ‘42 nel suo Diario: “Prendi quel nostro assistente. Lo vedo spesso nei miei pensieri. La cosa che più colpisce in lui è il suo collo diritto e rigido. Odia i suoi persecutori con un odio che suppongo sia giustificato. Ma anche lui è un uomo crudele. Sarebbe un perfetto capo di campo di concentramento. L’osservavo spesso mentre stava all’ingresso, quasi fosse lì per acchiappare i suoi compagni ebrei…”
Anche le vittime sono uomini, e tutti gli uomini possono diventare crudeli. Gaza: incredibile. Ma la Hillesum, 28 anni appena, morta ad Auschwitz, aveva capito che nessuno è, in via assoluta, buono. In quel sorvegliante aveva visto, e detto audacemente, che nessun uomo è salvo dal male.

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