20 luglio 1969 - La luna violata

Il 20 luglio 1969, mentre tutti esultavano per l’Apollo 11, lei provò tristezza: la Luna delle sue fiabe le sembrò “violata”.
January 17, 2026
Erano partiti da quattro giorni. Gli occhi del mondo erano puntati sulla Missione Apollo 11, alla conquista della Luna. Non si parlava d’altro. Tutti erano eccitati, come fosse partita una nuova caravella di Colombo. In ogni casa la tv era accesa, la sera del 20 luglio 1969. Sugli schermi in bianco e nero cronisti affannati. Quel momento era Storia. La navicella Eagle, un grosso ragno metallico, allunò alle 22.17, ora italiana. Sei ore dopo Neil Armstrong lasciò la prima impronta di uomo sulla Luna, e infisse nel suolo pallido la bandiera americana. Attorno a me, gente orgogliosa e felice. Io, undici anni, non lo ero tanto. Eravamo in montagna, quell’estate. Nelle notti successive la Luna si fece piena, lucente. La guardavo con malinconia. Era così bella, così altera.
Ma ora gli uomini l’avevano calpestata. E io ne ero affatto fiera. Da piccola certe notti fissavo la Luna, affascinata, e immaginavo un mondo abitato da chissà quali invisibili creature. La osservavo scomparire dietro le nuvole, e riapparire con la sua luce fredda. Certamente fate e ombre, mi dicevo, abitavano quella terra algida: e fiori mai visti riuscivano, in quel biancore, a sbocciare. La luna era la fiaba delle mie notti di infanzia. Il 20 luglio 1969 era stata violata: e io ero triste, come fossi stata derubata.

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