San Giovanni Rotondo 2008 - Un regalo inatteso

In lutto, adotta a San Giovanni Rotondo un cucciolo randagio chiamato Rommel: da 18 anni è la sua ombra fedele.
March 8, 2026
Era passato un mese dalla morte di mia madre. La primavera che scoppiava mi spaventava: io avevo dentro un deserto. Il giornale mi mandò a San Giovanni Rotondo, per un servizio su Padre Pio. La sera che arrivai soffiava un vento gelido. Dormii male, infreddolita. All’alba mi alzai e andai in paese. A quell’ora ancora nessuno, neanche un bar per un caffè. C’era soltanto un cagnolino, un cucciolo randagio che mi venne vicino. Fulvo il pelo, grande coda, occhi dolci. Una volpe. Gli feci una carezza. Il cagnolino mi seguì.
Gli allungai un biscotto. Mi inteneriva, quel piccolo cane quasi morto di fame. Sentii la tentazione: portarmelo a casa. “Sei matta, hai tre figli, tre gatti, lavori, un cane proprio no!”, mi gridava la mia parte razionale. La mia parte razionale è piuttosto debole. Di quel cane, mi stavo innamorando. Chiesi in giro se non fosse di qualcuno. No, mi risposero. Solo un piccolo randagio, i denti candidi appena spuntati. Alla fine, la resa. In una piazza deserta avevo incontrato una volpe. “Ma tu sei la volpe del deserto, sei Rommel!” gli dissi, riconoscendolo.
Poi in su, in auto verso Milano. Un’ora dopo lui mi era già in braccio. Ho pensato me lo avesse regalato mia madre, perché quel giorno ero così triste. Rommel è la mia ombra, inseparabile, da 18 anni. La mia Volpe del deserto. Nessuno, mai, fedele come lui.

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