19 luglio 1939 - Quella curva, in collina

Un amore nato per caso su una corriera di Parma, poi guerra, attesa e matrimonio nel 1946.
January 2, 2026
Era un sabato sera. A Parma i ragazzi andavano a ballare. Come potevano sapere di cosa incombeva sull’Europa? Andavano a ballare i ragazzi, allegri e chiassosi. Una corriera azzurra saliva ansimante i tornanti verso Sala Baganza: la collina era più fresca, in quell’ afosa notte emiliana. La corriera era gremita, tanti erano in piedi, e si inclinava a ogni tornante. A una curva più stretta una ragazza bionda, esile, perse l’equilibrio e precipitò fra le braccia di un coetaneo bruno.
Il ragazzo sorrise ed esultò, gridando ai compagni: «Avete visto? La più bella è caduta in braccio a me!». Chissà che coro di risate su quel pullman, e lei, la bionda, che arrossendo si rialzava. Quei due, si innamorarono. Lui andò in guerra. Riuscirono a sposarsi solo nel gennaio del 1946. Ebbero tre figli, la più piccola, capitata molto tardi, sono io. A volte quando in autostrada passo per Parma penso alle curve sulle colline di Sala Baganza, alla corriera ansante, carica di tanti ragazzi, troppi per poter sedere tutti. Fu una buca forse a fare perdere l’equilibrio ai viaggiatori? “La più bella, è caduta in braccio a me”. I campi oltre il guardrail sono nebbiosi, l’orizzonte incerto. Quell’estate remota davvero è esistita? Eppure, un filo si dipana nei nostri giorni, ci conduce. Apparentemente, per caso

© RIPRODUZIONE RISERVATA