Gli investimenti per creare nuovi data center mettono a rischio gli obiettivi climatici

La Finlandia ordina lo stop a Google per i progetti di Muhos e Kajaani: mancano le valutazioni di impatto ambientale
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October 8, 2026
Gli investimenti per creare nuovi data center mettono a rischio gli obiettivi climatici
Il progetto di un data center
Fonti di ansia globale si stanno fondendo in un'unica, grande preoccupazione. I massicci investimenti nell'intelligenza artificiale generativa stanno infatti spingendo i giganti tecnologici alla creazione di nuovi data center con il conseguente enorme aumento del consumo di energia e acqua. Con il timore, condiviso da molti, che possano mettere a rischio gli obiettivi climatici globali. La paura di un’intelligenzia artificiale che prenda il sopravvento sull’uomo va di pari passo con la paura di un pianeta al collasso. Al di là dell’allarme circolato nei mesi scorsi sul rischio di un’estinzione del genere umano per risolvere radicalmente il problema del surriscaldamento globale (l’uomo con la sua attività antropica, sostengono gli scienziati, ne è la principale causa), ad accendere il dibattito, oggi è la protesta sulla realizzazione di nuovi data center. Succede a New York, succede in Italia dove in Lombardia si rincorrono i siti che dicono “no” ai centri digitali ipertecnologici. E succede anche in Finlandia.
L'autorità finlandese di vigilanza ha infatti ordinato lo stop ai lavori in due siti destinati a ospitare data center di Google. Mancano le valutazioni obbligatorie di impatto ambientale. Il provvedimento riguarda i progetti di Muhos e Kajaani, parte del piano da 13 miliardi di euro annunciato a settembre dal gruppo americano per potenziare nei prossimi due anni le infrastrutture digitali in Finlandia a sostegno delle proprie ambizioni nell'intelligenza artificiale. I data center sono “la spina dorsale” del mondo digitale: supportano i servizi digitali fondamentali che ognuno di noi utilizza ogni giorno, e, nello stesso favoriscono i progressi nell'intelligenza artificiale. L’espansione in Finlandia di Google punta a migliorare la capacità dell'azienda di soddisfare la crescente domanda di servizi digitali, come Ricerca, Maps e Workspace, che organizzazioni e persone in Finlandia e miliardi di persone in tutto il mondo, utilizzano ogni giorno.
L'agenzia Lvv ha chiesto a Tuike Finland, società che rappresenta Google, di sospendere "immediatamente, e comunque non oltre il 23 ottobre 2026, tutte le attività preparatorie che altererebbero significativamente l'ambiente" nei due siti. Al centro dei controlli ci sarebbe il disboscamento di centinaia di ettari di foresta senza la valutazione obbligatoria di impatto ambientale. Secondo il responsabile del dipartimento ambiente dell'agenzia, Tommi Muilu, sono stati abbattuti alberi, rimossi strati superficiali di terreno, realizzate strade di cantiere e aree di deposito e modificati fossati. Il colosso americano sostiene di aver "agito in buona fede", di aver condotto indagini ambientali e adottato misure di tutela. L’investimento prevede inoltre di piantare alberi su 130 ettari a Muhos. Intanto la ministra finlandese dell'Ambiente e del Clima, Sari Multala, ha avvertito che i problemi legati alle valutazioni ambientali probabilmente ritarderanno i progetti. Il piano di Google, che comprende anche i centri dati di Vaala e Hamina, é stato presentato dal gruppo come il suo maggiore investimento in Europa. Ma perché proprio in Finlandia? Perchè il clima rigido (e con il riscaldamento globale, i territori papabili si restringono anno dopo anno) riduce i costi legati al necessario raffreddamento dei server. L'esempio perfetto della forte contraddizione attuale: la fretta dei giganti tecnologici di espandere l'IA si scontra con le leggi di tutela ambientale dei Paesi ospitanti. E accresce l’ansia globale.

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