Théodoric l’ambulante
A Bosa l’incontro con Théodoric, ambulante senegalese coltissimo e provocatorio, diventa il pretesto per interrogarsi sul destino dell’Occidente: tramonto o trionfo globale?
Ieri sera a Bosa, famosa per le sue antiche concerie, passeggiavo sulla sponda del fiume Temo quando mi si avvicina Théodoric – così dice di chiamarsi –, un ambulante che viene dal Senegal, ma ha vissuto molti anni a Parigi. Mi chiede di offrirgli un bicchiere di vermentino ghiacciato con un tono che non consente rifiuti. «Poi – aggiunge sfrontato – mi darai anche del danaro». Faccio tutto come dice. Quello che gli preme, però, è farmi alcune domande, senza alcun interesse, però, per le mie risposte: «conosci CIeri sera a Bosa, famosa per le sue antiche concerie, passeggiavo sulla sponda del fiume Temo quando mi si avvicina Théodore -così dice di chiamarsi-, un ambulante che viene dal Senegal, ma ha vissuto molti anni a Parigi.
Mi chiede di offrirgli un bicchiere di vermentino ghiacciato con un tono che non consente rifiuti. «Poi -aggiunge sfrontato- mi darai anche del danaro». Faccio tutto come dice. Quello che gli preme, però, è farmi alcune domande, senza alcun interesse, però, per le mie risposte: «conosci Cyrano de Bergerac? E Balzac? E Foucault? Hai letto Il piacere del testo di Barthes? Io l’ho letto a Parigi nel 1973. Maledetti parigini! Razzisti veri: in Italia sì che si vive bene». Mai vista una cosa del genere: un africano coltissimo affetto però da narcisismo patologico, proprio identico a quello di un occidentale bianco con cultura patriarcale. Théodore è un ciclone e non si ferma più. All’improvviso, però, si zittisce per celebrare il filosofo nemico del cristianesimo e della democrazia, che proclamò la morte di Dio (me lo dice proprio Théodore, il cui nome significa “dono di Dio”): «io sono Nietzsche. E vivo pericolosamente». Siamo alla dimostrazione di ciò che Spengler chiamava Il tramonto dell'Occidente o, al contrario, al suo definitivo e globalizzato trionfo?yrano de Bergerac? E Balzac? E Foucault? Hai letto Il piacere del testo di Barthes? Io l’ho letto a Parigi nel 1973.
Maledetti parigini! Razzisti veri: in Italia sì che si vive bene». Mai vista una cosa del genere: un africano coltissimo affetto però da narcisismo patologico, proprio identico a quello di un occidentale bianco con cultura patriarcale. Théodoric è un ciclone e non si ferma più. All’improvviso, però, si zittisce per celebrare il filosofo nemico del cristianesimo e della democrazia, che proclamò la morte di Dio (me lo dice proprio Théodoric, il cui nome significa “devoto a Dio”): «io sono Nietzsche. E vivo pericolosamente». Siamo alla dimostrazione di ciò che Spengler chiamava Il tramonto dell'Occidente o, al contrario, al suo definitivo e globalizzato trionfo?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire

