Corpo àncora

Il corpo, nelle parole di Federica, non è un ostacolo ma un’ancora: un peso che trattiene, custodisce e rende possibile attraversare anche l’oltre senza perdersi.
April 15, 2026
Il corpo è “il peso che serve per stare leggeri”, Federica mi sorprende con un paradosso, ma forse non poteva che essere così. Una vita, la sua, sospesa tra morte e vita, lavora in un hospice, tra peso e leggerezza, tra corpi che vorrebbero ancorarsi alla terra e consegne che chiedono di spiccare il volo. “Il corpo diventa tutto peso, io lo vivo come un’ancora quando la butti in mare”, il corpo àncora, un peso che permette alla nave di non essere trascinata via dalla tempesta, non avevo mai pensato in questi termini, mi sembra una provocazione preziosa per noi che continuamente cerchiamo di alleggerirci del corpo, che ci perdiamo in spiritualismi che insistono nella negazione della carne, Federica no, lei dice che proprio “questo essere peso dà la sicurezza che serve per stare lì nell’oltre senza perdersi, per galleggiare nel dopo senza angoscia”.
Per non perdersi, per non disperdersi, per non venire spazzati via, questo corpo, questo nostro corpo, è testimone con la sua presenza, con il suo venire al mondo, di un’esistenza che chiede Eternità. Nelle parole di Federica il corpo diventa santuario di una spiritualità concreta, viva, vicina. Chiudo gli occhi, imploro il Signore che venga sempre ad abitare le mie misere carni, così trasformo la fine del suo messaggio in una preghiera: “Lo tocco, lo bacio a volte, lo ringrazio. Mi aggancio. Non riesco a spiegarmi meglio”.

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