Preghiera appesa alla stufa

Tra cenere e fumo di una stufa capricciosa, le parole di San Giovanni della Croce diventano lente di fede: il fuoco-Dio asciuga, annerisce e infine trasforma il “legno bagnato” della vita in calore, luce e amore.
January 19, 2026
Preghiera appesa alla stufa
“Quando il fuoco attacca il legno, comincia anzitutto col seccarlo, con l’eliminare l’umidità e fargli trasudare l’acqua che trattiene all’interno…” e io non credo ai miei occhi, sto rileggendo pagine della Notte Oscura e queste sono parole di San Giovanni della Croce, non credo ai miei occhi perché la giornata che si sta concludendo mi ha visto lottare con la mia stufa per tutto il giorno.
Ho ancora le mani sporche di cenere, ho i vestiti impregnati della puzza di un fumo troppo denso, ho ancora addosso l’arrabbiatura per una legna troppo verde che piangeva acqua, lacrime di un legno che non voleva saperne di farsi bruciare. Adesso sorrido. San Giovanni vuole farmi rileggere la vita con gli occhi della fede. E lo fa nel modo più didascalico possibile, annunciazioni scritte per cuori difficili da scalfire. Il fuoco attacca il legno, e il fuoco è Dio, io, noi siamo legno bagnato, opponiamo resistenza, il calore del suo amore però non molla la presa, elimina l’umidità, asciuga, vien da chiedere perdono per tutte le volte che mi sono solo sentito aggredito dalla vita senza capire che in quella fiamma bruciava la possibilità di una conversione.
“Poi mano a mano che lo asciuga e lo elimina da tutte quelle peculiarità sgradevoli e oscure che risultano contrarie al suo operato, lo annerisce, lo imbruttisce, e gli fa emanare cattivo odore”, il cuore si ferma, è davvero così. Una vita che imbruttisce, che perde il profumo buono del legno, una storia che non risponde più alla vocazione originaria, ci si sente sgradevoli, ma San Giovanni della Croce dice che può essere solo un passaggio, non è la fine, non è il fine. San Giovanni ci ricorda di avere pazienza con le nostre vite e con quelle altrui, storie a volte annerite su cui è facile sancire verdetti di fallimento.
Invece occorre lasciare alla fiamma di essere fiamma. “Alla fine poi infiamma con la fiamma e con il calore, lo trasforma a sua somiglianza e lo fa bello come lui. A questo punto il legno si è mimetizzato con il fuoco, non ha più nulla di personale (…) è caldo e scalda come il fuoco, è luminoso e illumina, e tutto questo a causa del fausto evento di essere stato attaccato dal fuoco”.
Ora la legna brucia, la stufa è il cuore caldo che mantiene viva e abitabile la casa, la legna si è arresa all’amore e io mi trovo in piedi davanti al fuoco vivo, caldo, leggero, puro, amoroso. Sullo sportello esterno della stufa ho appeso vecchie calamite, frasi, una è tratta dal libro o dal film Frankenstein e dice “il mio cuore ardeva dal desiderio di essere amato”, la considero preghiera, impegno, augurio.

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