Venezuela, Meloni: «Legittima un'azione difensiva contro il narcotraffico»

La nota di Palazzo Chigi: l’intervento militare esterno non è la strada da percorrere per liberare i regimi, ma contro attacchi ibridi è lecito difendersi. Roma sostiene l’aspirazione alla libertà del popolo venezuelano
January 4, 2026
Venezuela, Meloni: «Legittima un'azione difensiva contro il narcotraffico»
L’azione militare esterna «non è la strada da percorrere» per mettere fine a un regime come quello venezuelano, ma un «intervento difensivo» va considerato come «legittimo» di fronte ad «attacchi ibridi» da parte di «entità statuali che alimentano il narcotraffico».
È un complesso esercizio di equilibrio quello che impegna Giorgia Meloni nel definire la posizione di Roma sull’attacco Usa a Caracas, nuova grana che si aggiunge al già delicato scacchiere geopolitico definito a Palazzo Chigi. La premier sa di non poter scontentare l’alleato americano e di fatto si schiera con lui, sul quale ha investito gran parte della propria credibilità internazionale. La nota diffusa ieri pomeriggio dal suo staff riflette tutta la difficoltà del caso.
La premessa è che l’Italia «ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica condannando gli atti di repressione del regime di Maduro», la cui vittoria elettorale non è mai stata riconosciuta da Roma. Tuttavia, ricorda il comunicato di Palazzo Chigi, «coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari». Eppure, e qui arriva il passaggio più controverso, «un intervento di natura difensiva» contro chiunque possa minare la sicurezza interna di un Paese è «legittimo».
La nota arriva a diverse di distanza dal primo comunicato, diffuso pochi minuti dopo le notizie dell’attacco e risolto con poche righe per dare conto dell’attenzione del Governo su quanto sta avvenendo e sulla sorte dei concittadini in Venezuela. È il segno che Meloni ha voluto prendersi tutto il tempo necessario prima di far uscire la sua posizione ufficiale. Del resto l’amicizia con Trump e il ruolo di ponte sull’Atlantico tra Washington e le democrazie europee sono i cardini della sua politica estera e la scelta del presidente Usa di attaccare Maduro non può compromettere quanto costruito finora.
Le dichiarazioni di diversi esponenti di Fratelli d’Italia puntellano la strategia comunicativa, con l’eurodeputato Nicola Procaccini che saluta la possibilità di una transizione democratica, per esempio, e il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, che esulta per la cattura del «dittatore Maduro». In generale tutta la coalizione sposa la linea. La Lega, con Susanna Ceccardi, chiede all’Unione Europea di appoggiare l’azione americana. Claudio Borghi e Roberto Vannacci, invece, provocano: «Ora l’Europa manderà armi al Venezuela». Il portavoce di Forza Italia, Raffaele Nevi, ricorda che Maduro «non è mai stato amico di Roma» e «si è macchiato di gravi reati». Mentre per il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, «l’intervento contro il narco-regime criminale di Maduro, contro cui si è battuta il premio Nobel per la pace Machado, deve impegnare l'Italia, l'Europa e tutta la comunità internazionale per una soluzione diplomatica che eviti spargimento di sangue dei civili e permetta alle forze democratiche venezuelane una transizione pacifica verso il nuovo governo». Nelle prossime ore arriverà anche un’informativa in Parlamento, che i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa hanno richiesto al Governo su pressione dei gruppi parlamentari. Una conferenza dei capigruppo a Palazzo Madama è stata già fissata per l’8 gennaio.
Antonio Tajani, nel frattempo, continua a seguire la situazione degli italiani in Venezuela, sono circa 130mila e tra loro c’è anche Alberto Trentini, cooperante veneto detenuto nel Paese dal novembre del 2024. «Stiamo monitorando attraverso la nostra ambasciata e il consolato a Caracas ogni necessità per i nostri connazionali – spiega il capo della Farnesina -. La comunità italiana è da sempre parte essenziale del popolo venezuelano cui siamo legati da vincoli storici di amicizia.

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