Referendum Giustizia, polemiche tra ministero e Anm

In un documento firmato dal capo di Gabinetto di via Arenula si solleva «un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all'Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell'Anm»
February 16, 2026
 In un documento firmato dal capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, e inviato al presidente dell'Anm Cesare Parodi si solleva «un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all'Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell'Anm». Al ministero della Giustizia è arrivato «un atto di sindacato ispettivo con il quale», si legge nel documento, il parlamentare interrogante riferisce che il «segretario generale dell'Anm avrebbe dichiarato che il "Comitato Giusto dire No" promosso dall'Anm ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria»'. 
La missiva del ministero della Giustizia all'Associazione nazionale dei magistrati - in cui si chiede l'opportunità di rendere noti gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato Giusto dire No da parte di privati cittadini - è stata inviata a seguito di un'interrogazione parlamentare del deputato di Forza Italia, Enrico Costa, risalente allo scorso 13 gennaio. Nella sua interrogazione al ministero, Costa riferiva che «il segretario generale dell'Anm ha dichiarato che il Comitato ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente, con una donazione volontaria e, parallelamente, l'Anm ha deliberato mesi fa uno stanziamento massimo fino a 500mila euro, proprio perché in una campagna referendaria esistono spese inevitabili e nulla si fa gratis». Si tratta di uno schema che «crea, a parere dell'interrogante, uno stretto legame, non solo politico, ma anche formale tra magistrati in servizio iscritti all'Anm e privati sostenitori che finiscono per praticare una forma di finanziamento indiretto all'Anm, in quanto finanziano il "suo" Comitato. Cosa accadrebbe - si domandava Costa - ove un magistrato iscritto all'Anm si trovasse di fronte, nella propria attività in tribunale, un finanziatore del comitato?». Il deputato di Forza Italia chiedeva quindi al ministero «quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere affinché sia garantita l'imparzialità dei magistrati nei confronti di tutti i soggetti impegnati nella campagna referendaria, scongiurando conflitti di interessi, a prescindere dalle posizioni assunte, nonché l'efficienza dell'attività degli uffici giudiziari». Venerdì scorso è giunta al parlamentare Costa la risposta, firmata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, in cui si legge che «da ciò assume un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all'Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell' Anm. Allo scopo di fornire risposata - si legge ancora - sottoporremo all'Anm la richiesta confidando nella piena trasparenza dell'Associazione». Infine la conseguente missiva al presidente dell'Anm firmata dalla capo di gabinetto. 
«La richiesta all'Anm, del capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, di fornire i nominativi dei finanziatori privati del "Comitato Giusto dire No" è una vera e propria intimidazione che conferma un clima preoccupante intorno al prossimo referendum sulla giustizia». Lo afferma il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama. «L'Associazione nazionale magistrati è un'associazione privata, finanziata principalmente attraverso le quote versate annualmente dai magistrati iscritti e non riceve finanziamenti diretti dallo Stato per la propria funzione sindacale. Il Comitato ha raccolto contributi economici da chi ha liberamente aderito alla campagna per il No e a loro deve dare conto e non al governo. La richiesta partita da Via Arenula è la prosecuzione di quello scontro istituzionale voluto e alimentato dal ministro Nordio e dalla destra. Uno scontro teso a delegittimare la principale organizzazione sindacale e associativa dei magistrati italiani. La motivazione poi di tale richiesta fa sorridere. In questi anni abbiamo presentato decine di interrogazioni senza ottenere risposta. Guarda caso proprio su un atto di sindacato ispettivo che chiede se il finanziamento al "Comitato per il No" sia una forma di finanziamento indiretto dell'Anm si muove addirittura il capo di gabinetto del ministro Nordio. Da Bartolozzi e dagli uffici del ministero della Giustizia una solerzia molto sospetta».
«Le notizie riportate da alcuni media circa la richiesta della capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio all'Associazione nazionale magistrati di avere l'elenco di chi ha fatto donazioni al "Comitato per il No" al referendum costituzionale è un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del governo. Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni». Così la deputata democratica, responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.  

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