Legge elettorale, accordo nella maggioranza

Ecco lo "Stabilicum": proporzionale con premio di governabilità se si supera il 40%. Oggi il testo dovrebbe essere depositato. La rabbia del Pd: le regole non si scrivono unilateralmente
February 26, 2026
Legge elettorale, accordo nella maggioranza
Meloni con i due vicepremier che nelle prossime ore diranno il sì definitivo al nuovo testo
Una notte di mediazioni. Poi l'accordo quasi chiuso. La maggioranza trova insomma la quadra sulla nuova legge elettorale e il testo che già qualcuno ha iniziato a ribattezzare "stabilicum" (l'obiettivo dichiarato è garantire stabilità) è ora oggetto delle ultime limature tecniche e di un ultimo passaggio coi leader, e sarà depositato nelle prossime ore. L'impianto generale è quello noto: superamento dei collegi uninominali del Rosatellum in favore di un sistema proporzionale con premio di maggioranza (70 seggi alla Camera, 35 al Senato) alla coalizione che supera il 40%. Poi nome del candidato premier sul programma (e non sulla scheda), e una soglia di sbarramento al 3%. Ultimo nodo è quello delle preferenze: è forte il pressing di Fratelli d'Italia, ma ancora più forte il muro alzato dalla Lega. E allora alla fine le preferenze non dovrebbero esserci. Ci sarà (anzi già c'è) un inevitabile scontro politico tra maggioranza e opposizioni. Il Pd alza subito la voce. «All'opposizione non è stata fatta alcuna proposta, non c'è stato alcun confronto e non abbiamo visto alcun testo. Sembra che nella ridefinizione di una legge fondamentale come quella elettorale siano intenzionati ad agire come hanno fatto sulla riforma della giustizia: unilateralmente e con arroganza politica. La Costituzione, così come le regole che strutturano la democrazia, non sono nella disponibilità di alcuna maggioranza e nessuno dovrebbe pretendere di riscriverle unilateralmente», sbotta il capogruppo Dem nella commissione Affari Costituzionali del Senato Andrea Giorgis. Lo scontro politico appare insomma inevitabile. E intanto si accavallano dettagli ancora tutti da capire. Nel testo, raccontano fonti parlamentari del centrodestra, ci sarebbe anche l'ipotesi di fare ricorso al ballottaggio ma solo in un caso di scuola, definito "residuale", cioè qualora la prima e la seconda coalizione dovessero ottenere tra il 35 e il 40% dei voti. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA