Impresa, comunità e futuro al centro di "Ucid on tour"
di Redazione
È il modello che emerge con forza dall’esperienza di Dallara Automobili, protagonista della tappa promossa dal Movimento Giovani dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti assieme al Gruppo Emilia-Romagna

C’è un modo di fare impresa che tiene insieme innovazione e radici, tecnologia e umanità, crescita economica e responsabilità sociale. È il modello che emerge con forza dall’esperienza di Dallara Automobili, protagonista della tappa di Ucid on tour promossa dal Movimento Giovani dell’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti assieme al Gruppo Emilia-Romagna. Oltre 200 partecipanti, tra imprenditori, dirigenti e giovani professionisti, hanno preso parte a una giornata che ha saputo coniugare testimonianza, formazione e confronto, nel segno di una visione dell’impresa come luogo di relazione e generazione di valore condiviso. Ad accogliere i presenti è stato l’ingegner Giampaolo Dallara, figura simbolo dell’eccellenza industriale italiana, che nel suo intervento ha richiamato il legame profondo tra azienda, territorio e comunità. Un’impresa – ha ricordato – non è mai un’entità isolata, ma vive e cresce dentro un tessuto umano e sociale che va custodito e valorizzato.
Nel corso dell’incontro è intervenuto anche il neo presidente nazionale Ucid, Paolo Porrino, che ha sottolineato come oggi più che mai sia necessario un impegno concreto degli imprenditori cristiani nel tradurre i principi della dottrina sociale della Chiesa in scelte operative. Accanto a lui, il presidente nazionale del Movimento Giovani Ucid, Benedetto Delle Site, insieme con il presidente del Gruppo Emilia-Romagna Enrico Montanari, hanno evidenziato il ruolo delle nuove generazioni e dei territori nel costruire un’impresa che sappia coniugare competitività e responsabilità, guardando al futuro senza perdere il riferimento ai valori fondanti.
Il filo conduttore della giornata, sintetizzato nello speech Radici e futuro crescono insieme di Andrea Vecchi, ha offerto una chiave di lettura significativa per interpretare le sfide contemporanee. L’innovazione, è emerso, non può essere disgiunta da una memoria viva, capace di orientare le scelte e dare senso al cambiamento.
Anche il tema dell’intelligenza artificiale, affrontato con il contributo di Massimiliano Vaccari, è stato inserito in questo orizzonte: una tecnologia potente, che richiede però una guida etica e una visione antropocentrica, affinché resti al servizio dell’uomo. Non a caso, uno dei momenti più significativi dell’incontro è stata la consegna del Manifesto dell’impresa etica all’ingegner Dallara, da parte dei giovani del Movimento Giovani Ucid. Un gesto simbolico che richiama con forza la missione dell’associazione: promuovere un’economia che metta al centro la dignità della persona, la solidarietà e il bene comune.
La visita alla Dallara Academy e ai reparti produttivi ha poi reso tangibile questa visione. Dalla ricerca sui materiali compositi all’aerodinamica, fino ai simulatori di guida professionale, emerge un modello d’impresa fondato su conoscenza, innovazione e formazione continua, ma soprattutto su una chiara responsabilità sociale. È proprio qui che il modello Dallara incontra pienamente l’orizzonte dell’Ucid: nell’attenzione alla persona, nel radicamento territoriale e nella consapevolezza che lo sviluppo autentico non può prescindere da una dimensione etica. In un tempo segnato da trasformazioni rapide e spesso disorientanti, esperienze come questa indicano una direzione possibile: quella di un’economia capace di costruire futuro senza perdere le proprie radici.
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