Dfp, l'allarme di Confindustria: «Rischiamo la più grave crisi energetica della storia»

Il Documento di finanza pubblica passa dal vaglio degli industriali. Nella stessa giornata in programma anche le audizioni di sindacati ed enti locali
April 27, 2026
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini / ANSA
È il primo giorno delle audizioni alle Commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato sul Documento di finanza pubblica (Dfp), le cui risoluzioni – di maggioranza e opposizioni – arriveranno in Aula a Montecitorio il prossimo 30 aprile. Intanto, però, nel corso della prima giornata di interventi, l’allarme che risuona più forte in Sala Mappamondo è quello di Confindustria: «Rischiamo la più grave crisi energetica della storia».

Sì allo scostamento di bilancio e alla proroga del taglio delle accise

A prendere la parola è Alessandro Fontana, il direttore del Centro studi di Viale dell’Astronomia. «Se la guerra in Medio Oriente finisse oggi, l'impatto del conflitto varrebbe tra 0,1 e 0,3 punti percentuali di mancata crescita – è il messaggio a tinte fosche –. Con una guerra più lunga, già fino a fine anno, potremmo trovarci in una crisi sistemica». Di fatto, per Confindustria, la peggiore di sempre. E le misure che l’organizzazione degli industriali propone suonano come un alert: scostamento di bilancio per aiuti mirati al contrasto dell'aumento del costo dell'energia; proroga del taglio delle accise sui carburanti (in scadenza il 2 maggio); aumento del credito d'imposta per l'autotrasporto; aiuti per il trasporto aereo e marittimo.

Confindustria: «Istituzioni Ue inadeguate, ma da soli saremmo più deboli»

Fontana si lancia anche in un affondo alle istituzioni europee: «Siamo arrivati a un punto in cui sono assolutamente inadeguate a fronteggiare le attuali sfide – difesa comune, politica industriale, politica estera: occorre superare questa fase e non lo possiamo fare da soli perché saremmo ancora più deboli». Per il direttore del Centro studi delle imprese, «occorre federarsi con chi ci sta, per recuperare la tempestività e l'efficacia delle dimensioni che hanno gli Stati sovrani, ma avere anche la dimensione adeguata a livello globale come possono averla Cina e Usa».

Fontana: «Energia nostra principale vulnerabilità e resterà tale per altri anni»

Poi una bordata anche sulle fonti di approvvigionamento: «La nostra principale vulnerabilità – prosegue Fontana – è l'energia e resterà tale per altri anni: è importante adesso – visto che è la seconda volta che accade in pochi anni – mettere a terra una strategia per superarla che sia a milestone e target, come il Pnrr, fissando dei tempi e degli obiettivi, altrimenti rischiamo di trovarci molte altre volte in situazioni come questa anche se questa dovesse risolversi nel migliore modo possibile». Per Confindustria, da un lato serve «una strategia di lungo periodo, per arrivare a una transizione e ad avere maggiore autonomia energetica, anche con l'utilizzo del nucleare» e dall'altro occorre lavorare per «predisporre un piano di emergenza che ci consenta di affrontare le diverse emergenze».

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