La disfatta della maggioranza alla Camera divide la maggioranza. La premier sente Salvini e Tajani: avanti, ma non mi faccio logorare. I sospetti contro il “partito del pareggio”. Le opposizioni: pronti a votare
Il voto segreto costa caro alla presidente del Consiglio, che aveva sfidato gli avversari a rinunciarvi: «Metteteci la faccia». Alla fine però i favorevoli saranno solo 187, uno in meno dei contrari. Una trentina i franchi tiratori. Le opposizioni chiedono subito elezioni anticipate e invitano la premier ad andare al Colle per dimettersi.
Dopo alcune limature, il Consiglio dei ministri vara un nuovo ddl: giro di vite su violenze e vandalismi urbani. Per arginare le bande giovanili, il questore potrà disporre il «divieto di aggregazione». Mentre chi porta armi o oggetti per offendere, anche se giovanissimo, potrà essere fermato pure dai vigili urbani. Le opposizioni: ennesime norme illiberali
L’emendamento di FdI-Nm-Udc (Lega e FI non l’hanno firmato) prevede un capolista bloccato e la possibilità di scegliere fino a tre candidati (con alternanza di genere) su un totale di sei nomi
Fuori dal campo largo Calenda e Marattin. Dentro, il patto Renzi-Schlein. Ma anche Onorato, sostenuto da Conte e Bettini. Spadafora: «Basta leader costruiti nei salotti, serve invece una costituente aperta»