Così possiamo aiutare i giovani a “disegnare il futuro”

Dall’appello di Mattarella al progetto "Ecosistema Futuro": un'Assemblea Nazionale, con forte presenza under 35, per elaborare proposte di lungo periodo
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November 6, 2026
Così possiamo aiutare i giovani a “disegnare il futuro”
Studenti alla manifestazione in occasione dello sciopero generale proclamato a livello nazionale dall'Unione Sindacale di base / Fotogramma
«Sono tempi non facili, particolarmente complessi, in cui l’incertezza è una cifra diffusa e in qualche momento è addirittura l’imprevedibilità che sembra la cifra di questi anni nella vita internazionale. Ma questa incertezza fa pensare che in realtà il futuro non è precostituito, dipende da noi. Va disegnato e va disegnato particolarmente dai giovani che si apprestano ad assumere ulteriormente la guida della nostra società». Sono parole recenti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale, ancora una volta, ha trovato il modo di indicare con chiarezza e forza morale cosa l’Italia dovrebbe fare di fronte alla spinta al cambiamento che i giovani e le giovani stanno esprimendo. Ma cosa si dovrebbe fare per passare dalle parole ai fatti? In primo luogo, va riconosciuto che molti giovani non stanno seduti sul divano, ma si impegnano in attività utili per la società. Ad esempio: il livello di impegno giovanile nel volontariato è superiore a quello medio della popolazione e la partecipazione sociale tocca il 40% dei giovani di 14-24 anni, una percentuale cresciuta negli ultimi anni. D’altra parte, secondo un Rapporto del Parlamento europeo, le azioni percepite come più efficaci per far sentire la propria voce sono: il voto (41%), la partecipazione a proteste e dimostrazioni (33%) e la creazione di una petizione (30%).
La nuova legge elettorale dà una prima risposta alla partecipazione al voto dei “fuorisede”, cioè di chi, per motivi di studio, di lavoro o (in specifiche condizioni) di cura o assistenza, mentre la legge delega approvata dal Parlamento il 27 ottobre punta al riordino delle politiche giovanili. Si tratta di passi nella giusta direzione, ma quello a cui il Presidente Mattarella chiama è molto di più e richiede che i “diversamente giovani”, cioè chi detiene il potere nelle imprese e nelle istituzioni, acceleri il ricambio generazionale con atti concreti. Un’iniziativa, avviata nell’ambito del progetto Ecosistema Futuro (www.ecosistemafuturo.it), per mettere le giovani generazioni a “disegnare il futuro” è quella che punta alla creazione dell’Assemblea Nazionale sul Futuro (Anf), la quale dovrebbe formulare proposte politiche orientate al lungo-termine, concrete, realizzabili, e stimolare la società e le istituzioni a preparare l’Italia di domani. L’Assemblea sarà composta da 100 persone estratte a sorte, con una sovrarappresentazione degli under 35. Per scrivere le regole di funzionamento dell’Assemblea, è stata creata una “Costituente”, composta da 40 under 35, affiancati da circa 12 mentor senza diritto di voto (ex presidenti del Consiglio, della Camera, della Corte Costituzionale, ecc.).
I lavori della Costituente si concluderanno a gennaio 2027, così da passare alla fase di creazione dell’Anf, la cui prima riunione si terrà nell’autunno del 2027 a Parma, Capitale europea dei giovani. La terza riunione plenaria di qualche giorno fa ha discusso le regole dell’Anf e, anche sulla base di un’indagine condotta su oltre 5.000 giovani, ha individuato sette temi sui quali lavorare nei prossimi mesi e strutturare le future attività dell’Anf: crisi ambientale; sanità pubblica e salute mentale; costo della vita, lavoro, disuguaglianze economiche, casa, pensioni e nascite; inclusione culturale, parità di genere e contrasto alle discriminazioni; conflitti e qualità della democrazia; educazione, scuola e università; ricerca, innovazione e intelligenza artificiale. L’indagine sui temi più rilevanti per il futuro del Paese mostra che i giovani mettono al primo posto il costo della vita e il potere d’acquisto (67,8%), seguiti dal lavoro stabile e adeguatamente retribuito (65,7%), la sanità pubblica con cure accessibili (59,3%), il cambiamento climatico e la transizione energetica (46,3%). Le preoccupazioni cambiano con il passaggio all’età adulta: se tra i 14-18enni le prime sfide sono la sanità pubblica (59,8%), la sicurezza personale (53,3%), il clima (53,1%), le guerre e il ruolo dell’Europa (52,6%) e la parità di genere (48,1%), il lavoro stabile e ben retribuito è la prima sfida per i 19-24enni (69,7%) e raggiunge il 73,4% tra i 25-29enni. In questa fascia sale anche l’attenzione per l’accesso alla casa (43,8%) e per il futuro del sistema pensionistico (35,5%, contro il 19,3% dei 14-18enni).
Insomma, i giovani appaiono ben consci delle sfide per il Paese e anche per questo le parole del Presidente Mattarella dovrebbero stimolare un dibattito ampio, profondo e persistente su come aiutare il Paese, e i giovani in particolare, a “disegnare il futuro”, come Ecosistema Futuro sta provando a fare. Mi auguro che questo sia uno dei temi centrali della prossima campagna elettorale, ma incoraggiare i partiti ad assumere questa sfida (magari candidando tante giovani e tanti giovani adulti in posizioni rilevanti) richiede una continua pressione da parte dell’opinione pubblica, che dovrebbe evitare di inseguire solo la cronaca quotidiana. Perché non c’è modo di disegnare il futuro senza “metterci la testa”: attenzione, quindi, a non fare lo stesso errore spesso imputato ai giovani, cioè di passare il tempo a scrollare lo schermo dello smartphone invece che alzare lo sguardo e dedicarsi alle cose importanti.

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