venerdì 3 maggio 2019
Un pellegrinaggio sulle orme di due santi: Giovanni XXIII, a lungo a Sofia, e Madre Teresa di Calcutta, nata a Skopje
Papa Francesco (Lapresse)

Papa Francesco (Lapresse)

COMMENTA E CONDIVIDI

Da domenica 5 a martedì 7 maggio papa Francesco compie il suo 29mo viaggio all’estero che lo porterà in Bulgaria e nella Repubblica della Macedonia del Nord. Un “pellegrinaggio” sulle orme di due santi: Giovanni XXIII, il Papa della Pacem in terris che fu visitatore e poi delegato apostolico a Sofia tra il 1925 e il 1934, e Madre Teresa di Calcutta, originaria della capitale macedone Skopje.

Una visita all’insegna del dialogo ecumenico con gli ortodossi (maggioritari in entrambi i Paesi) e con il mondo islamico (l’8% dei bulgari e un terzo dei macedoni sono musulmani). Una viaggio all’insegna della pace, in un territorio, quello balcanico, che è storicamente il "ventre molle" e la "polveriera" del Vecchio Continente. E con un occhio sempre attento al fenomeno delle migrazioni, testimoniato dalla visita al campo profughi di Vrazhdebna.

Il Successore di Pietro confermerà nella fede il piccolo gregge di cattolici che popola queste terre (circa 70mila in Bulgaria, l’1% della popolazione e 15mila in Macedonia, meno dell’1%).

Sarà la seconda volta di un Pontefice in Bulgaria (Papa Wojtyla ci andò dal 23 al 26 maggio 2002) e la prima in assoluto in Macedonia, uno Stato nato dopo la dissoluzione della ex Jugoslavia che solo di recente ha risolto il problema del nome dopo una lunga vertenza con la Grecia.

Oggi papa Francesco in un videomessaggio al popolo bulgaro ha definito il suo viaggio “un pellegrinaggio nel segno della fede, dell'unità e della pace” in una terra che “è patria di testimoni della fede, fin dai tempi in cui i Santi fratelli Cirillo e Metodio vi seminarono il Vangelo”.

Guarda e ascolta il video messaggio al popolo bulgaro:

La tre giorni balcanica di papa Francesco (cui seguirà a cavallo di maggio e giugno la visita in Romania) è segnata da un programma fitto di impegni, che prevede 12 interventi (5 discorsi, 3 omelie, 3 preghiere e 1 saluto) tutti pronunciati in italiano.

Il programma

Il viaggio durerà tre giorni, da domenica 5 a martedì 7 maggio. L’aereo con a bordo Francesco arriverà a Sofia alle 10 di domenica mattina (le 9 in Italia) per l’accoglienza ufficiale, durante la quale i bambini gli offriranno dei fiori. Alle 11 la visita di cortesia al presidente della Repubblica nel palazzo presidenziale dove mezz’ora dopo si svolgerà l’incontro con le autorità, con la società civile e con il Corpo diplomatico. Alle 12 la visita al Patriarca e al Santo Sinodo nel palazzo del Santo Sinodo, dove il Papa e il patriarca Neofit pronunceranno un saluto, prima della sosta di preghiera in silenzio (gli ortodossi bulgari non ammettono preghiere in comune con i cattolici), alle 12.50, davanti al trono dei Santi Cirillo e Metodio nella cattedrale patriarcale di San Alexander Nevsky. Quindi nella piazza omonima la recita del Regina Coeli, e, dopo il pranzo, la celebrazione della Messa davanti a 7/8mila fedeli.

La giornata di lunedì 6 maggio comincerà con la visita al campo di Vrazhdebna. Il "portavoce" vaticano Alessandro Gisotti ha precisato che “si tratterà di un incontro privato, senza discorso”, con profughi che vengono da Siria e Iraq, con “un momento molto toccante, quando il Papa riceverà i disegni dei bambini”. Poi la partenza per Rakovsky, cuore cattolico del Paese, dove c’è la più alta densità di fedeli cattolici. Durante la Messa, in programma alle 11.15, ci sarà anche la Prima Comunione di 242 bambini. Nel pomeriggio l’incontro con la comunità cattolica nella chiesa di San Michele Arcangelo, animata da diverse testimonianze e musiche. “La chiesa – ha precisato Gisotti – è stata ricostruita dopo il terremoto del 1928 per impegno di Roncalli”. Poi il ritorno a Sofia in aereo, per l’incontro per la pace alla presenza degli esponenti delle varie confessioni religiose presenti in Bulgaria. La Chiesa ortodossa sarà presente con un coro di bambini.

Il videomessaggio alla Macedonia del Nord

Martedì 7 maggio papa Francesco si congederà da Sofia e volerà a Skopje per una tappa di circa 10 ore, caratterizzata, ha sottolineato Gisotti, “da diversi momenti, tutti o quasi legati alla figura di Madre Teresa”. Si inizierà con la cerimonia di benvenuto nel cortile del palazzo presidenziale, la visita di cortesia e il discorso al popolo macedone, durante l’incontro con le autorità, la società civile e il Corpo diplomatico. Poi il momento dedicato a Madre Teresa, con la visita al Memoriale costruito dove si trovata la chiesa del Sacro Cuore, distrutta nel terremoto del 1963, dove Madre Teresa è stata battezzata.

In questo contesto, ha fatto notare Gisotti, “ci saranno momenti di preghiera con i leader religiosi del Paese, nella cappella dove sono presenti anche le reliquie di Madre Teresa”. Sempre nel Memoriale – “un luogo molto visitato, con circa 100mila visite l’anno”, ha ricordato Gisotti – è in programma anche “un momento di incontro con i poveri assistiti dalle Missionarie Carità e un momento di incontro con i parenti di Madre Teresa”.

Poi il Pontefice benedirà la prima pietra del Santuario dedicato a Madre Teresa. Alle 11.30 la Messa in piazza Macedonia, dove sono attese oltre 10mila persone, e il pranzo nel vescovado. Due gli incontri del pomeriggio: nel centro pastorale della diocesi, con i giovani, a carattere sia ecumenico che interreligioso, e con il clero e i religiosi e le consacrate, nella cattedrale del Sacro Cuore di Gesù. Poi in aeroporto per la cerimonia di congedo e la partenza. L’arrivo a Ciampino è previsto per le 20,30 di martedì.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI