giovedì 5 aprile 2018
Il nuovo documento di papa Francesco viene presentato lunedì. Più volte Bergoglio ha parlato della vocazione universale alla santità e ricordato che i santi non sono «supereroi» ma uomini della gioia
Papa Francesco affacciato a Pasqua dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana per la benedizione "Urbi et Orbi" (Foto Vaticanmedia)

Papa Francesco affacciato a Pasqua dalla Loggia centrale della Basilica Vaticana per la benedizione "Urbi et Orbi" (Foto Vaticanmedia)

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Viene presentata lunedì prossimo, 9 aprile, la nuova esortazione apostolica di papa Francesco «sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo». La Sala Stampa vaticana ha reso noto oggi che il documento si intitolerà Gaudete et exsultate («Gioite ed esultate»). È la terza esortazione apostolica firmata da papa Bergoglio dopo Amoris laetitia (clicca qui) sull’amore nella famiglia datata 19 marzo 2016 e dopo Evangelii gaudium (e qui) sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale del 24 novembre 2013. A questi documenti si aggiungono le due encicliche Laudato si’ (leggi qui) del 24 maggio 2015 e Lumen fidei (e qui) del 29 giugno 2013. La nuova esortazione apostolica verrà illustrata alla stampa lunedì alle 12.15 dall’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, dal giornalista Gianni Valente e da Paola Bignardi, esponente dell’Azione cattolica.


Già lo scorso febbraio, a margine della presentazione del libro di Fabio Marchese Ragona Tutti gli uomini di Francesco, aveva fatto cenno al nuovo documento il cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga, coordinatore del C9, il consiglio dei nove cardinali che collaborano con il Papa per la riforma della Curia Romano e il governo della Chiesa. «Ho sentito appena appena una voce lontana – aveva detto il porporato – che dice che il Papa sta preparando un bel documento sulla santità. Siamo tutti chiamati alla santità, se non ascoltiamo questa chiamata la riforma non va».

Fin dai primi passi dopo l’elezione al soglio pontificio nel 2013 – sottolinea il sito vaticannews Francesco si è soffermato sulla santità nella Chiesa e in più occasioni ha tracciato non solo un profilo di ciò che contraddistingue l’essere santi – la gioia, l’umiltà, il servizio e non di rado il nascosto –, ma ha anche indicato che cosa un santo non è: un superbo, un vanitoso, un «cristiano di apparenza», un «supereroe».

Il 2 ottobre 2013, in una delle udienze generali del suo primo anno di pontificato, sottolineava che la Chiesa «a tutti offre la possibilità di percorrere la strada della santità, che è la strada del cristiano» verso l’incontro con Gesù. La Chiesa, osservava, «non rifiuta i peccatori», li accoglie e invita loro a lasciarsi «contagiare dalla santità di Dio». Nella prima solennità di Tutti i Santi da Papa, il 1 novembre 2013, Francesco aveva aggiunto che i santi «non sono superuomini, né sono nati perfetti», ma «sono come noi, come ognuno di noi», che hanno vissuto «una vita normale» ma hanno «conosciuto l’amore di Dio» e lo hanno «seguito con tutto il cuore, senza condizioni e ipocrisie». La gioia è il tratto distintivo dei santi, in contrapposizione a quella «faccia da funerale» che hanno alcuni cristiani che non vivono bene la loro fede.

Altro tema che sta particolarmente a cuore a Bergoglio è «l’universale vocazione alla santità». A questo argomento ha dedicato l’udienza generale del 19 novembre 2014. «Tutti i cristiani, in quanto battezzati – sottolineava – hanno uguale dignità davanti al Signore e sono accomunati dalla stessa vocazione che è quella alla santità». Questa, affermava il Papa, «è un dono che viene offerto a tutti, nessuno escluso, per cui costituisce il carattere distintivo di ogni cristiano». Del resto questo tema è contenuto nel capitolo V della Costituzione conciliare Lumen gentium da cui Francesco ha già più volte tratto spunto per le sue catechesi e anche per il suo magistero sul «popolo santo e fedele di Dio» così centrale nei suoi interventi.

Il Pontefice ha messo anche in guardia da un’idea dei santi con «la faccia da immaginetta». «Ogni stato di vita – ha evidenziato – porta alla santità, sempre!». Nella Messa mattutina a Casa Santa Marta del 19 gennaio 2016 puntualizzava che «non c’è alcun santo senza passato, neppure alcun peccatore senza futuro». E nell’udienza generale del 21 giugno 2017 affermava che i santi sono anche «testimoni e compagni di speranza». Inoltre il Papa ha parlato di santità anche attraverso le reti sociali. Lo ha fatto su Twitter il 1° novembre dell’anno scorso quando ha sottolineato che «il mondo ha bisogno di santi e tutti noi, senza eccezioni, siamo chiamati alla santità».

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