mercoledì 27 febbraio 2019
Abate a San Miniato al Monte, punto di riferimento spirituale e culturale per la città di Firenze, guida un'importante comunità monastica
Padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte,  scelto da Papa Francesco per gli esercizi spirituali della Quaresima (Fotogramma)

Padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, scelto da Papa Francesco per gli esercizi spirituali della Quaresima (Fotogramma)

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San Miniato al Monte è un punto di riferimento spirituale e culturale per la città di Firenze. Lo è sempre stato. Ancor più lo è oggi da quando l’attuale abate, dom Bernardo Gianni, ha aperto le porte dell’Abbazia a visite periodiche e a numerose iniziative. L’anima di Firenze si riflette come in uno specchio nell’anima di San Miniato, luogo di bellezza, di incontro, di comunione, di apertura verso l’oltre e l’Altro. “Haec est porta coeli" (“Questa è la porta del cielo”), si legge sulla soglia della Basilica. Giorgio La Pira, il “sindaco santo”, aveva intuito in San Miniato il simbolo più rappresentativo della “città posta sul monte”, il laboratorio di convivenza evangelica segno e sogno profetico di pace.

Ha guardato a San Miniato al Monte anche papa Francesco per individuare il predicatore per gli esercizi spirituali della prossima Quaresima. La scelta è caduta proprio su padre Bernardo, a conferma del legame del Pontefice con la terra fiorentina. L’abate è stato anche uno dei principali artefici dell’organizzazione del Convegno ecclesiale nazionale, “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”, che nel 2015 vide a Firenze proprio Papa Francesco, che dom Bernardo ha incontrato di nuovo meno di un anno fa, il 18 aprile 2017, in Vaticano, durante l’udienza in occasione dei 125 anni della Confederazione Benedettina.

Nato a Firenze nel 1968, al secolo Francesco Gianni, ha vissuto a Prato dalla nascita e si è convertito, come racconta lui stesso, nella notte di Natale del 1992 nella chiesa delle Benedettine di Rosano a pochi chilometri da Firenze. Di lì a pochi giorni è salito a San Minato al Monte iniziando il percorso di noviziato tra i benedettini olivetani sfociato prima nei voti solenni e poi nell’ordinazione sacerdotale. Nel 2009 diventa priore, una sorta di “prova generale” prima di diventare abate il 13 dicembre 2015. Con lui inizia il rinnovamento della comunità monastica, l’apertura verso la città, l’accoglienza di tante persone in cerca di ascolto, senso, consolazione, fede.

Dom Bernardo, uomo di grande cultura oltre che di profonda spiritualità, è anche un monaco social, seguitissimo sui principali network. Così anche il recente millenario della Basilica di San Miniato è stato celebrato in un intreccio inedito di linguaggi ed espressioni. Al Papa e alla Curia romana, dal 10 al 15 marzo presso la Casa Divin Maestro in Ariccia, parlerà di “Città dagli ardenti desideri”, “Per sguardi e gesti pasquali nella vita del mondo”. Per farlo farà riferimento a La Pira, ma anche a un altro grande innamorato di San Miniato al Monte, il poeta Mario Luzi.

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