lunedì 6 dicembre 2021
Papa Francesco ha voluto congedarsi ascoltando le testimonianze di ragazzi presso la scuola San Dionigi delle Suore Orsoline. Poi la visita del presidente Konstantinos Tasoulas.
L'incontro con i giovani

L'incontro con i giovani - Foto Ansa

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«Ricordate le famose parole incise sul frontone del tempio di Delfi? Conosci te stesso. Oggi c’è il rischio di scordare chi siamo, ossessionati da mille apparenze, da messaggi martellanti che fanno dipendere la vita da come ci vestiamo, dalla macchina che guidiamo, da come gli altri ci guardano... Ma quell'invito antico, conosci te stesso, vale ancora oggi: riconosci che vali per quello che sei, non per quello che hai». Nell'ultimo giorno nella terra «dove è sorta la cultura dell’Occidente», papa Francesco ha voluto congedarsi incontrando i giovani.

L’incontro è avvenuto presso la scuola San Dionigi delle Suore Orsoline. Papa Francesco ha ascoltato un gruppo di testimonianze di ragazzi. Tra queste ha commentato anche quella di un ragazzo siriano: Aboud, che scappato con i suoi familiari, aveva più volte rischiato di essere ucciso dalla guerra. Ed è poi approdato in questo Paese «nell'unico modo possibile, in barca» rimanendo «su una roccia senza acqua e senza cibo, aspettando l’alba e una nave della guardia costiera». Una vera e propria odissea dei nostri giorni. E mi è venuto in mente che, nell'Odissea di Omero, il primo eroe che appare non è Ulisse, ma un giovane: Telemaco, suo figlio, che vive una grande avventura».

In quest’ultimo incontro della visita apostolica in Cipro e Grecia papa Francesco ha volturo concludere con il coraggio della speranza. Parlando con i giovani e richiamando a «non lasciarsi paralizzare dalle paure, sognare in grande! E sognare insieme! Come per Telemaco…Voi, invece, nutrite il coraggio della speranza, quello che hai avuto tu, Aboud». Prima dell’incontro con i giovani, nell'ultima mattinata nella città patria della polis, nel salone di rappresentanza della Nunziatura apostolica, papa Francesco ha ricevuto la visita del presidente del Parlamento ellenico, Konstantinos Tasoulas.

Ieri pomeriggio, dopo la visita ai rifugiati sull'isola di Lesbo, era ritornato ad Atene per celebrare la messa con i fedeli al Megaron Concert Hall, considerato patrimonio culturale nazionale. Nella celebrazione eucaristica in latino e nella preghiera dei fedeli in greco, in armeno e in inglese hanno avuto voce le culture tra Oriente e Occidente e aveva concluso la giornata incontrando nuovamente in privato nella Nunziatura apostolica l’arcivescovo ortodosso Ieronymos II. Oggi alle 12.35 il rientro a Roma.

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