giovedì 25 agosto 2011
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Caro direttore, tempi di crisi, crisi di cosa? Direi crisi di idee! Mai come ora è sport nazionale sparare sulla Chiesa cattolica, e non si è sottratto sul Corriere della sera del 21 agosto anche il solitamente pacato Aldo Cazzullo. A forza di parlare e scrivere dei benefici e dei "privilegi" di cui gode la Chiesa si saranno convinti anche gli asini che è ora di darci un taglio. Il popolo è preoccupato dalla recessione, schiacciato dalle manovre finanziarie governative, senza prospettive di crescita economica e di futuro per i nostri giovani e attende «un segnale». Da chi può mai venire questo segnale? Dalla "casta"? Dalla tassazione delle rendite finanziarie? Dalla lotta all’evasione fiscale? Dal recupero della produttività? Dalla lotta agli sprechi? Dal ridimensionamento del finanziamento dei partiti? No, no il segnale "forte" lo deve dare la Chiesa: deve rinunciare, deve contribuire, deve aiutare, deve istruire «senza spese per lo Stato», deve... scusarsi di esistere, deve ... «tacere», deve dare conto di quello che già fa alla luce del sole. Vorrei chiedere a questi araldi della salvezza economica e della laicità dello Stato: perché tanto amore per la causa dello Stato Italiano "dissanguato" dall’8 per mille liberamente e democraticamente devoluto e non per i finanziamenti ai partiti politici che il popolo democraticamente aveva negato? Questo clima non mi piace, mi ricorda avvenimenti di tanti anni fa. Siccome non si riesce più ad aggregare la gente a una idea, a un progetto, si può sempre tentare di aggregarla contro qualcuno, contro qualcosa, contro un ideale, contro un progetto. Buon lavoro e cordiali saluti

Francesco Fava

La sua analisi, caro signor Fava, è ineccepibile. E le sue conclusioni sono assolutamente condivisibili. Mi continuo a sorprendere anch’io di come persone (e colleghi) ben capaci di capire e ben in condizione di documentarsi continuino a cadere ciclicamente nella solita ragnatela di radicali menzogne e di mezze verità usate per spacciare falsità tutte intere contro la Chiesa. Eppure chi abita il web (e magari dispone addirittura di archivi seri e di banche dati affidabili) dovrebbe saper riconoscere le “bufale” che si muovono in branco e che puntano – per poco nobili e sempre demagogici scopi – a ridurre a branco i cittadini e gli internauti… Quanto al tentativo di azzannare il nemico designato – altra e purtroppo antica faccia dell’intolleranza e dell’interesse di fazione o di etnia o di razza o di setta – nulla di nuovo sotto il sole. Tutto è già stato tristemente visto molte volte. Ci sono Paesi, come i lettori di Avvenire sanno bene, dove gli attacchi alla Chiesa cattolica e ai cristiani delle diverse tradizioni non si limitano a certi multiformi tentativi di lapidazione mediatica… Ieri, proprio qui, in dialogo con me, una gentile lettrice ci invitava con la straordinaria eloquenza della fede, a ricordare in frangenti di questo tipo l’evangelico «rallegratevi ed esultate». Vale davvero la pena di farne memoria e vita, sempre. Ma vale la pena anche di imparare e ricordare la lezione di queste aspre (o melliflue) mistificazioni, code avvelenate di altre e drammatiche battaglie condotte contro la vita e i valori che danno senso alla vita. Io, nel mio piccolo, ormai da tempo non mi intenerisco e non presto fede alle professioni di «non violenza» di certi personaggi politici.

Marco Tarquinio

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