I missili russi su un condominio uccidono 18 civili, tra loro 2 bambini
Nell'oblast di Chernihiv, 200 chilometri a est di Kiev, un missile russo ha raso al suolo un edificio residenziale

È stato il «regalo di compleanno a Putin» che oggi festeggiava i 74 anni, il sarcastico commento di Volodymyr Zelensky. A Pryluky, cittadina nell’Oblast di Chernihiv, 200 chilometri ad Est della capitale, un missile russo ha raso al suolo un edificio residenziale. «Era un normale condominio di cinque piani. Potrebbero esserci ancora persone sotto le macerie» la denuncia del presidente ucraino mentre i soccorritori stavano ancora scavando fra le macerie: un bilancio delle vittime in continua crescita per tutta la giornata. A sera sono almeno 18 i morti, tra cui tre bimbi di un anno e un altro di otto. Oltre cinquanta i feriti, tra loro sette sono minori. «I russi volevano colpire in modo doloroso e dimostrativo» il commento di Zelensky che ha aggiunto: «È stato uno degli attacchi più ignobili: 70 missili in tutto, molti dei quali balistici». La Difesa ucraina, ancora ieri, aveva promesso contromisure per contrastare i missili di Mosca, quella che resta in questa nuova escalation in vista dell’inverno, la «sfida principale».
L’ «attacco massiccio» era stato preannunciato mercoledì sera dallo stesso Zelensky che, nel consueto messaggio serale, chiedeva agli ucraini di non trascurare nessun allarme aereo. Un attacco «ignobile» perché contro obiettivi civili, ha aggiunto ieri puntando il dito su Mosca. Ma non l’unico di ieri. Le sirene, per prime, ieri hanno suonato nel cuore della notte a Kiev. Alle 3.15 i primo raid, con bombardieri russi avvistati lungo il confine, alle 5 una seconda raffica. Due persone sono rimaste uccise nel quartiere di Darnytsia, a una quindicina di chilometri dal centro, mentre le conseguenze si sono fatte sentire anche nei quartieri di Obolonsky, Podilsky e Shevchenkivsky, dove detriti sono caduti su edifici non residenziali. Prese di mira anche le città di Dnipro, Oleksandriya, Zaporizhzhia e Kremenchuk nell’oblast di Poltava. A sera le vittime, in tutto il Paese, sono almeno 24.
Diversa la versione di Mosca che ha denunciato di aver abbattuto nella notte 311 droni ucraini sul suo territorio. Il ministero della Difesa russo dichiarava di aver colpito con «armi di precisione e droni» imprese ucraine della società Fire Point, impegnate nella produzione di missili da crociera Flamingo e droni a lungo e medio raggio nelle regioni di Kiev, Chernihiv, Kirovohrad, Dnipropetrovsk, Poltava e Kharkiv, nonché infrastrutture portuali di Odessa. Nessun cenno all’attacco contro i civili a Chernihiv e a Kiev. E dopo il gallo delle due petroliere colpite martedì da droni non identificati mentre navigavano nel Mar Nero al largo della Bulgaria – dispersi i membri dell’equipaggio di quella affondata – ieri un drone ucraino ha colpito una petrolieri russa.
Intanto a Kiev, dopo i continui raid contro i ponti, è iniziata l'installazione di una ventina di torrette dotate di cannoni con intelligenza artificiale progettate per respingere i droni russi nei pressi delle infrastrutture. Una parte certamente rilevante di quelle «contromisure» promesse dalla Difesa ucraina per arginare questa offensiva contro la popolazione civile nella capitale.
Un piano certamente discusso durante la visita martedì del Comitato militare della Nato per «riaffermare il sostegno incrollabile all’Ucraina». Un incontro, ha affermato il presidente del Comitato Nato, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che si è concentrato «sulle priorità militari dell'Ucraina e sulle lezioni apprese per rafforzare la preparazione alleata contro le minacce attuali e future».
Un “serrate le fila”, mente iniziano a filtrare i dettagli del piano Nato “Teoria della Vittoria” per difendere il fianco Est dell’Alleanza che sarà presentato ufficialmente il 12 ottobre in Polonia. In caso di attacco russo lungo il confine che corre dalla Finlandia alla Bulgaria, ha fatto sapere Bloomberg, la prima reazione verrebbe affidata a droni capaci di colpire in base all’indicazione dell’intelligenza artificiale. La seconda fase sarebbe una controffensiva per “accecare” i centri di comando russo.
Venti di guerra che spirano fortissimi, mentre i Ventisette dell’Ue ieri hanno concordato una nuova serie di sanzioni di ampia portata contro la Russia, che colpiscono quasi 1.600 persone fisiche e giuridiche. In questa situazione nessuno spazio o quasi alla diplomazia. Dopo che domenica, durate la visita del cancelliere tedesco Merz a Kiev, era stata rilanciata l’ipotesi di un vertice trilaterale Usa-Russia-Ucraina entro fine ottobre, ieri il viceministro degli esteri russo Ryabkov ha detto che al momento nessun incontro è in programma. Ma, ha concluso, «ciò che accadrà in futuro non dipende da noi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire





