Trump e l'eterno rivale Macron, come si è arrivati allo scontro (e ne fa le spese lo champagne)

Il presidente Usa diffonde un messaggio privato del collega francese e minaccia dazi al 200% sui vini
January 20, 2026
Trump e l'eterno rivale Macron, come si è arrivati allo scontro (e ne fa le spese lo champagne)
FILE PHOTO: U.S. President Donald Trump speaks to French President Emmanuel Macron as they pose for a photo, at a world leaders' summit on ending the Gaza war, amid a U.S.-brokered prisoner-hostage swap and ceasefire deal between Israel and Hamas, in Sharm el-Sheikh, Egypt, October 13, 2025. Yoan Valat/Pool via REUTERS/File Photo
Mentre dalle forze di intelligence britanniche trapela la notizia che il Regno Unito intende «raddoppiare gli sforzi» e rafforzare il partenariato con i Paesi UE viste le difficili relazioni con Washington, arrivate al livello più basso dagli anni '50, Trump torna a pronunciarsi sulla Groenlandia e sul Consiglio di pace, che dovrebbe supervisionare e gestire la ricostruzione di Gaza e non solo. Si è saputo che tra gli invitati ci sono anche il presidente russo Vladimir Putin, che sta valutando la proposta del tycoon, l'Armenia e la Cina. Macron, invece, si sfila, ricevendo in risposta dal presidente americano la minaccia di dazi al 200% su su vini e champagne francesi. Una misura «inaccettabile», dichiarano fonti vicine al capo dell'Eliseo.
Nella notte a Trump era arrivato anche un messaggio di Marcon, destinato a rimanere riservato, diffuso poi dal presidente americano: «Amico mio, siamo totalmente allineati sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull'Iran», vi si leggeva. Ma «non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia», aveva aggiunto. Poi la proposta di «organizzare un incontro del G7 a Parigi giovedì pomeriggio e invitare gli ucraini, i siriani e i russi a margine» e  cenare insieme prima del rientro di Trump negli Usa, da dove è partito da poco per raggiungere Davos, in Svizzera, per il Forum economico mondiale. In mattinata l'Eliseo ha dovuto confermare che quel messaggio privato proveniva in effetti da Macron.
Trump pubblica un fotomontaggio con in mano la bandiera americana sulla Groenlandia. TRUTH/DONALD TRUMP 
Trump pubblica un fotomontaggio con in mano la bandiera americana sulla Groenlandia. TRUTH/DONALD TRUMP 
Prima di lasciare gli States con direzione le montagne svizzere, le ultime dichiarazioni rilasciate ai giornalisti dallo stesso Trump erano state dedicate ad una Groenlandia da ottenere a tutti i costi: «È fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale - aveva scritto su Truth -. Non si può tornare indietro, su questo, tutti sono d'accordo! Gli Stati Uniti d'America sono di gran lunga il Paese più potente al mondo. Siamo l'unica potenza che può garantire la pace in tutto il mondo. E lo si fa, semplicemente, attraverso la forza», aveva aggiunto, annunciando anche di aver avuto «un'ottima telefonata con Mark Rutte, il Segretario generale della Nato, riguardo alla Groenlandia» e di aver concordato «un incontro tra le varie parti a Davos». Mentre sulla possibile risposta dei leader europei, Trump, rispondendo ai giornalisti, aveva aggiunto: «Non credo che si opporranno troppo». «Non possono proteggerla. La Danimarca è un popolo meraviglioso e so che i leader sono persone molto brave, ma non ci vanno nemmeno - le sue parole -. E sapete, poiché la nave è arrivata lì 500 anni fa e poi se n'è andata, questo non dà diritto alla proprietà».
Intanto su Truth compariva un fotomontaggio in cui il presidente americano teneva il vessillo americano sul suolo dell'isola, con, accanto, un cartello che recita: «Groenlandia, territorio Usa dal 2026».
Social su cui è arrivata anche l'accusa di «stupidità» diretta al Regno Unito, che, secondo un accordo firmato in passato, starebbe cedendo alle Mauritius l'isola di Diego Garcia. Per Trump questo sta avvenendo «senza alcun motivo», scrive a caratteri cubitali. Nell'isola ha sede una strategica base aerea britannica, condivisa da decenni con gli Usa. «Non c'è dubbio che Cina e Russia abbiano notato questo atto di totale debolezza», aggiunge su Truth. «Queste sono potenze internazionali che riconoscono solo la forza ed è per questo che gli Stati Uniti d'America, sotto la mia guida, sono ora, dopo solo un anno, rispettati come mai prima d'ora - continua -. La cessione da parte del Regno Unito di terre estremamente importanti è un atto di grande stupidità, ed è l'ennesimo motivo di una lunghissima serie di ragioni di sicurezza nazionale per cui la Groenlandia deve essere acquisita. La Danimarca e i suoi alleati europei devono fare la cosa giusta».

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