L'Europa pensa che la minaccia Usa di dazi sia «un ricatto tra amici»

di Giovanni Maria Del Re, Bruxelles
Germania e Francia guidano il partito dei "duri" contro l'amministrazione americana. «Si è toccato il limite, pronti a reagire». La Commissione: senza segnali da Washington, il nostro pacchetto tariffario da 93 miliardi entrerà in vigore il 7 febbraio. Resta comunque alta la cautela verso il possibile uso del "bazooka"
January 20, 2026
L'Europa pensa che la minaccia Usa di dazi sia «un ricatto tra amici»
Basta ricatti, è stato passato il segno. Francia e Germania rispondono duramente, insieme, alle minacce di dazi di Donald Trump a vari Stati Ue. Una posizione espressa ieri con una dichiarazione congiunta pronunciata dai rispettivi ministri delle Finanze, il tedesco Lars Klingbeil e il francese Roland Lescure, a Bruxelles a margine dell’Eurogruppo.
«La Germania e la Francia – ha dichiarato Klingbeil – concordano: non ci faremo ricattare. Noi europei dobbiamo mettere in chiaro: è stato toccato il limite». Certo, ha precisato, «non vogliamo un'escalation e faremo molto per evitarla. Se però il presidente Trump metterà in atto quanto annunciato dobbiamo reagire con determinazione. Tutte le opzioni devono essere preparate e valutate». «Un ricatto – gli ha fatto eco Lescure – tra alleati di 250 anni, un ricatto tra amici è ovviamente inaccettabile». Adesso, aggiunge, «l'Europa deve essere forte e assicurarsi che le minacce non diventino realtà». Lescure ha rilanciato, come il presidente Emmanuel Macron, l’utilizzo del “bazooka”, lo strumento anti-coercizione Ue che permetterebbe di colpire duramente gli Usa, soprattutto le grandi multinazionali, anche sul piano degli investimenti in Europa. Ieri, peraltro, si è registrato un parallelo fronte di tensione: il “Consiglio per la pace” a Gaza lanciato da Trump. Macron ha respinto l’invito a parteciparvi. L’iniziativa, spiegano fonti dell’Eliseo, va oltre Gaza e «solleva importanti questioni, in particolare riguardo al rispetto dei principi e della struttura dell’Onu, che non possono in alcun modo essere messe in discussione».
Certo, gli europei al solito preferirebbero trovare un’intesa con Trump, è stato un po’ il tenore anche della riunione d’emergenza degli ambasciatori dei Ventisette domenica. Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ieri ha annunciato di voler cercare di parlare con Trump al Forum economico mondiale a Davos, ricordando i danni incalcolabili di una guerra commerciale Ue-Usa. Tuttavia, avverte, «se ci troveremo di fronte a dazi che consideriamo irragionevoli, allora saremo pronti a rispondere». Ieri il Financial Times parlava di un possibile incontro tra la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e Trump a Davos, ma l’esecutivo Ue ha fatto sapere che al momento «non è previsto». Anche il premier britannico Keir Starmer, fuori dall’Ue, cerca di abbassare la tensione, dopo la telefonata domenica a Trump (in cui gli ha detto che i dazi sono «un errore»). «Una guerra dei dazi – ha dichiarato ieri – non è nell’interesse di nessuno». La questione Groenlandia «può e deve essere risolta con una calma discussione».
Merz e Von der Leyen per ora non appaiono favorevoli all’utilizzo del bazooka Ue, contrari vari altri Stati a cominciare dall’Italia, ma anche alcune repubbliche baltiche. Un dibattito che sarà acceso tra i 27 leader al vertice straordinario che ieri gli uffici del presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa hanno confermato per giovedì sera, a partire dalle 19. Significativamente è prevista per il giorno dopo, venerdì alle nove, una riunione straordinaria del collegio dei commissari Ue. Ieri Olof Gill, vicecapo portavoce della Commissione, ha ricordato che la pausa applicata al pacchetto di contro-dazi Ue agli Usa per 93 miliardi di euro, sospeso in estate per l’intesa con Trump, scade il 6 febbraio: senza ulteriori proroghe, i dazi Ue entreranno in vigore il 7 febbraio. «È chiaro – ha precisato Gill – dalle consultazioni tra i leader Ue che la priorità è il dialogo, non l’escalation, ed evitare l’imposizione di dazi. L’Ue ha coerentemente sottolineato i suoi interessi transatlantici alla pace e alla sicurezza nell’Artico anche attraverso la Nato». Tuttavia, «se i dazi minacciati entreranno in vigore, l’Ue ha strumenti a sua disposizione ed è pronta a rispondere. Prepareremo tutto ciò che è necessario per proteggere gli interessi economici dell’Ue».
«La sicurezza dell'Artico – ha dichiarato intanto l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, al termine di un incontro con i ministri della Difesa danese e degli Esteri della Groenlandia - è un interesse transatlantico condiviso, di cui possiamo discutere con i nostri alleati Usa. Le minacce di dazi però non sono la strada da seguire. La sovranità non è negoziabile. Non abbiamo alcun interesse a cercare lo scontro, ma difenderemo la nostra posizione». Intanto ieri la Danimarca ha annunciato un «aumento sostanziale» delle truppe in Groenlandia. Il cui premier Jens-Frederik Niels ribadisce: l’annuncio dei dazi di Trump «non cambia la nostra linea», no all’annessione agli Usa.

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