«This is my flag»: su X è scoppiata la rivolta delle bandiere europee
Forte dell'attacco di Trump all'Europa dei giorni scorsi Musk riapre lo scontro con Bruxelles, rilanciando post che accostano l’Ue al “Quarto Reich”. La risposta di migliaia di utenti

Da Varsavia lo avevano liquidato con sarcasmo – «si trasferisca su Marte» – ma Elon Musk ha scelto la via dello scontro frontale. Prima ha smantellato lo spazio pubblicitario usato dalla Commissione europea su X, accusandola di aver abusato di un exploit tecnico; poi ha rilanciato un post che paragonava l’Ue al “Quarto Reich”, con tanto di fotomontaggio della bandiera europea accostata a una svastica. Una provocazione studiata, arrivata pochi giorni dopo la multa da 120 milioni di Bruxelles per violazioni del Digital Services Act, nuova frontiera della regolazione del Far West digitale. La replica della Commissione è stata formale ma netta: l’Ue ha usato gli strumenti messi a disposizione dalla piattaforma “in buona fede”, ricordando che ogni servizio pubblicitario su X è stato sospeso dal 2023 e che il Composer incriminato è inattivo da più di un mese. Per Bruxelles, insomma, la controffensiva di Musk – applaudita da JD Vance e Marco Rubio – è una vendetta calcolata.
Ma il colpo più forte è arrivato dal basso. Il vessillo blu a dodici stelle, bersaglio del magnate, si è trasformato in una bandiera di resistenza civile: migliaia di utenti europei, insieme a diplomatici e figure istituzionali, hanno rilanciato lo slogan “This is my flag”. Tra i primi Jacques Attali, la presidente della Bei Nadia Calviño e il diplomatico tedesco Sebastian Fischer, che ha riportato in auge il murale “The future is Europe”. Una risposta spontanea, diventata in poche ore un controcanto europeista. L’eco della protesta riapre un interrogativo ricorrente nei palazzi di Bruxelles: quanto è sensato affidare una parte cruciale della comunicazione pubblica a una piattaforma governata dall’umore di un solo proprietario? Thierry Breton aveva già sperimentato una via alternativa su Bluesky; dalla nuova responsabile Ue per il digitale, Henna Virkkunen, non arrivano però segnali di cambio di rotta. Per ora, la battaglia delle bandiere si combatte tutta dentro X.
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