giovedì 28 aprile 2016
Ucciso anche l'ultimo pediatra. Sono almeno 30 le vittime del raid di Damasco contro una struttura gestita da Medici Senza Frontiere. FOTO «Noi, medici negli scantinati»L'INTERVISTA Il vescovo di Aleppo: «Fermate l'esodo atroce»IL CASO Aleppo, lasciano case ad altre famiglie in fuga
Bombe sull'ospedale ad Aleppo
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Sale ad almeno 30 morti il tragico bilancio del bombardamento aereo che ieri sera ha colpito un ospedale di Aleppo gestito da Medici Senza Frontiere. Tra le vittime ci sono tre infermiere e almeno due medici, tra i quali uno dei pochi pediatri rimasti in città. L'Ong afferma che l'edificio era nel mirino dell'aviazione di Damasco ed è stato distrutto. Si tratta dell'ospedale di al-Quds nel quartiere di Soukkari, una zona controllata dai ribelli nel sud di Aleppo.
Sotto le macerie è rimasto il corpo senza vita di Mohamed Wasem Maaz, l'ultimo pediatra che operava nella zona. Ecco la sua foto, in un tweet pubblicato da un giornalista tedesco della Bild.tweetpediatrauccisoaleppo2714351632.jpg

 

L'ospedale distrutto, ricorda Medici Senza Frontiere, "era il centro di riferimento principale per la pediatria, con 8 medici e 28 infermieri". "C'erano pronto soccorso, ambulatorio, terapia intensiva e sala operatoria. Ora è tutto distrutto". Su Twitter Medici Senza Frontiere condanna il raid «che priva le persone di un'assistenza sanitaria essenziale». E ribadisce: «Gli ospedali non sono bersagli #notatarget».

In un primo momento si era parlato di 20 vittime, ma questa mattina i soccorritori hanno trovato altri dieci corpi sotto le rovine. "Non possiamo identificarli. Alcuni sono carbonizzati, altri sono completamente sfigurati", ha dichiarato uno dei soccorritori.LE DRAMMATICHE FOTO DELL'OSPEDALE (Lapresse)

Nel seguente video, realizzato dalla Bbc prima del raid, la drammatica testimonianza di uno dei pochi medici (25 per 300mila civili) rimasti a lavorare ad Aleppo. Nelle sue parole, e nelle immagini, il racconto di una quotidianità agghiacciante: le sale operatorie trasferite negli scantinati perché le esplosioni non scuotano mani e mente del chirurgo al lavoro.
INTERVISTA Il vescovo di Aleppo: «Fermare questa guerra» L'APPELLO DI DE MISTURA. È di poche ore prima l'appello dello stesso De Mistura ai governi di Stati Uniti e Russia, affinché si impegnino perché non falliscano i colloqui di pace per la Siria e venga rispettato il cessate il fuoco. "Lancio un appello a Russia e Stati Uniti affinché prendano una iniziativa urgente per rilanciare la tregua, che al momento è in pericolo", ha detto De Mistura dopo avere aggiornato in teleconferenza il Consiglio di sicurezza dell'Onu sul risultato del terzo round di colloqui di pace che si è concluso ieri.
L'inviato Onu per la Siria Staffan de Mistura De Mistura ha detto che per convocare un nuovo round di consultazioni è necessario che "la cessazione delle ostilità in Siria torni ai livelli di febbraio e marzo", quando le violenze si erano ridotte in modo significativo.

 

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