giovedì 17 agosto 2017
Aumentano le violazioni della libertà religiosa in 16 Paesi. Lo dice il rapporto della Commissione americana per la libertà religiosa. Tra i prigionieri di coscienza: Abune Antonios e Raif Badawi
Una manifestazione al Cairo di cristiani copti contro le violenze sulle minoranze religiose

Una manifestazione al Cairo di cristiani copti contro le violenze sulle minoranze religiose

Aumentano le violazioni della libertà religiosa. È il dato generale messo nero su bianco nel rapporto annuale prodotto dalla Commissione per la libertà religiosa del Dipartimento di Stato americano (USCIRF), il primo pubblicato sotto la presidenza di Donald Trump, del quale ha riportato un'ampia sintesi la Radio Vaticana.

Va precisato che l’USCIRF è un’agenzia del governo federale statunitense creata 19 anni fa per consigliare l’esecutivo e il Congresso degli Stati Uniti su come promuovere al meglio la libertà religiosa a livello internazionale. Anche sul sito di Avvenire è possibile trovare molti degli articoli pubblicati riguardanti il tema dei cristiani perseguitati nel mondo.

La Cattedrale copta di San Marco in Abassiya, in Egitto

La Cattedrale copta di San Marco in Abassiya, in Egitto


In cosa consiste la relazione annuale della Commissione per la libertà religiosa del Dipartimento di Stato americano (USCIRF)?

Il testo di 243 pagine mette a fuoco le discriminazioni e le persecuzioni perpetrate in tutti i Paesi del mondo, per poi produrre tutta una serie di raccomandazioni politiche in materia di politica estera al presidente, al segretario di Stato e al Congresso degli Stati Uniti.
La relazione annuale della Commissione per la libertà religiosa del Dipartimento di Stato americano (USCIRF) offre una mappatura di ogni tipo di violazione dell’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei diritti umani teso a difendere la libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include anche la libertà di cambiare religione o credo.
Partendo da queste premesse sono state riscontrate restrizioni perpetrate sotto la veste di ordinamenti burocratici che limitano la costruzione dei luoghi di culto; legislazioni che impediscono la libertà di culto, di espressione e di opinione; fino ad arrivare agli arresti arbitrari e gli assalti brutali commessi da sigle terroristiche di matrice integralista che controllano vaste porzioni di territorio. Le norme sulla blasfemia sono poi un esempio di come i governi utilizzano la legislazione come uno strumento per limitare la libertà religiosa, dietro la presunta necessità di proteggere le religioni dalla diffamazione.

La mappa è contenuta nel rapporto annuale prodotto dalla Commissione per la libertà religiosa del Dipartimento di Stato americano (USCIRF)

La mappa è contenuta nel rapporto annuale prodotto dalla Commissione per la libertà religiosa del Dipartimento di Stato americano (USCIRF)


Quali sono i Paesi dove avvengono le vessazioni più gravi?

Il rapporto segnala le nazioni dove avvengo le vessazioni più gravi inserendole nella lista dei "Paesi di particolare preoccupazione", CPC (Country of Particular Concern): si tratta di 16 Paesi nei quali rientrano la Birmania, Repubblica Centroafricana, Cina, Eritrea, Iran, Nigeria, Corea del Nord, Pakistan, Russia, Arabia Saudita, Sudan, Syria, Tajikistan, Turkmenistan, Uzbekistan e Vietnam.

In seconda fascia sono collocati gli Stati dove persistono violazioni ma si registrano miglioramenti delle condizioni, tra questi ci sono Cuba, Egitto, Iraq, Azerbaijan, Bahrain, Afghanistan, India, Indonesia, Kasakhstan, Laos, Malesia e Turchia.


Alla presentazione del testo era presente anche il segretario di Stato americano, Rex Tillerson che ha puntato il dito contro le condizioni in alcuni Paesi alleati degli Stati Uniti. In particolare Bahrein e Arabia Saudita, rispetto ai quali il membro del governo Trump ha citato le pene per i reati di apostasia, ateismo, blasfemia e oltraggio all'interpretazione statale dell'Islam e ha parlato anche di discriminazioni nei confronti degli sciiti.

Parole dure anche per la Turchia, paese Nato. Tillerson ha accusato le autorità locali di aver limitato i diritti umani delle minoranze religiose. Il pastore americano Andrew Brunson è in carcere da ottobre con l'accusa di appartenere a un'organizzazione terrorista. Libertà religiosa sotto attacco anche in un altro Stato alleato degli Usa: il Pakistan. Anche l'Iran è criticato per aver colpito le minoranza religiose, in particolare la setta Baha e i cristiani. Il report prosegue accusando lo Stato Islamico di genocidio nei confronti di Yazidi, cristiani e sciiti.


Il segretario di Stato americano ha citato anche Sudan e Cina. La Commissione Usa accusa Pechino di perseguire i cristiani, i membri del Falun Gong e i buddisti tibetani. Per la prima volta compare tra i Paesi più a rischio anche la Russia, dopo che il 20 aprile scorso la Corte Suprema russa ha emesso una sentenza che vieta l'esistenza dei Testimoni di Geova in questa nazione.

Le reazioni dei Paesi citati nel Rapporto che non rispettano la libertà religiosa

Immediate le reazioni di alcuni Paesi citati nel rapporto. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha annunciato che "la Cina ha protestato ufficialmente con gli Stati Uniti" poiché "questa cosiddetta relazione ignora i fatti". I funzionari iraniani accusano il Dipartimento di Stato di aver diffuso un rapporto "di parte" che scredita l'Iran.

La mappa si riferisce al rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre del 2016 sempre relativo alla libertà religiosa

La mappa si riferisce al rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre del 2016 sempre relativo alla libertà religiosa


Chi sono i prigionieri di coscienza?

Con il termine prigioniero di coscienza ci si riferisce a chiunque venga imprigionato in base ad alcune caratteristiche: razza, religione, colore della pelle, lingua, orientamento sessuale e credo politico, il tutto senza aver usato o invocato l'uso della violenza. La relazione annuale della Commissione americana per la libertà religiosa per sensibilizzare l'opinione pubblica su alcuni di loro, in appendice riporta alcuni nomi: tra cui il patriarca della Chiesa ortodossa eritrea, Abune Antonios destituito nel 2007 con la forza dal governo eritreo e tuttora in stato di detenzione, in un luogo non precisato.

Sulla stessa lista viene menzionato Raif Badawi, 33 anni, attivista e blogger saudita. È stato il fondatore del sito Free Saudi Liberals. Per la sua attività di intellettuale e per le idee diffuse dal suo sito ha subito una prima condanna per apostasia nel 2008. Il 30 luglio 2013 Badawi è stato condannato a sette anni di prigione e 700 frustate. Pena che è stata poi portata a 1.000 colpi e dieci anni di prigione nell'appello dell'anno successivo.

Il pastore evangelico Nguyen Cong Chinh imprigionato dal governo vietnamita del 2011 con la falsa accusa di aver minato la solidarietà nazionale è stato liberato a luglio di quest'anno, dopo aver subito violenze e ritorsioni che hanno avuto ripercussioni pesanti anche su sua moglie Tran Thi Hong, attivista vietnamita.

Sul sito della Commissione per la libertà religiosa è possibile vedere un profilo anche degli altri prigionieri di coscienza:

Gedhun Choekyi Nyima – The Panchen Lama
Gulmira Imin
Fariba Kamalabadi - The Baha'i Seven
Bagir Kazikhanov
Mahvash Sabet - The Baha'i Seven
Abdul Shakoor
Maryam Naghash Zargaran
Pwint Phyu Latt and Zaw Zaw Latt



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