venerdì 20 settembre 2019
L'uomo era su un barcone con altri cento: riportato a terra, aveva opposto resistenza. L'Onu: inaccettabile usare proiettili contro civili disarmati. Mediterranea: l'Ue non sia complice
Migranti su un gommone in fuga dalla Libia (Ap)

Migranti su un gommone in fuga dalla Libia (Ap)

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Un migrante sudanese che stava cercando di attraversare il Mediterraneo verso l'Europa è stato ucciso dalle guardie costiere libiche dopo essere stato riportato in Libia. Lo ha riferito l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). L'uomo faceva parte di un gruppo di oltre 100 persone riportate a riva ieri al punto di sbarco di Abusitta a Tripoli, ma che avevano opposto resistenza al rimpatrio nei centri di detenzione e avevano tentato la fuga. I militari hanno sparato ad altezza d'uomo, con l'intenzione di colpire i fuggiaschi. Il sudanese, infatti, è stato colpito da proiettili allo stomaco.

Secondo la ricostruzione fornita dall'Oim, quando le persone hanno iniziato a scappare sono stati esplosi colpi d'arma da fuoco. Un proiettile ha ferito a morte l'uomo. L'organizzazione delle Nazioni Unite ha condannato l'accaduto e ha chiesto alle autorità libiche di indagare e consegnare i responsabili alla giustizia. «L'uso di proiettili contro civili, uomini, donne e bambini vulnerabili disarmati, è inaccettabile in ogni circostanza e genera allarmi sulla sicurezza dei migranti e del personale umanitario», ha commentato Leonard Doyle dell'Oim. «Nonostante abbia ricevuto immediatamente assistenza medica sul posto da un medico Oim, il migrante è morto due ore dopo il ricovero in un ospedale vicino», ha aggiunto.

L'episodio conferma la denuncia del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che nei giorni scorsi aveva depositato un rapporto nel quale denunciava le autorità libiche, accusate di vendere i migranti ai trafficanti dopo le catture in mare. La Guardia costiera libica ha dichiarato di aver raccolto circa 500 migranti dal mare nelle aree vicino a Tripoli negli ultimi sei giorni e di averli riportati a riva.

«I miliziani che il governo italiano e l'Unione Europea si ostinano a chiamare guardia costiera e a riempire di soldi per bloccare le persone che scappano da torture, violenze di ogni tipo e dalla guerra che insanguina la Libia, hanno aperto il fuoco contro persone disarmate» denuncia l'ong Mediterranea Saving Humans. «La stessa sedicente guardia costiera rende noto poi di avere catturato dal 15 al 18 settembre, 493 donne, uomini e bambini che tentavano di scappare dal mare. In quale lager li hanno portati? Quanti ne hanno già uccisi? Il governo italiano vuole continuare ad essere complice di questo orrore?».

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