Trump: «L'operazione in Iran è un successo incredibile». Che piani ha ora l'America

Mentre Israele torna ad attaccare Teheran, il presidente Usa fa un primo bilancio: «Stiamo andando molto, molto bene. La nuova leadership iraniana vuole parlarmi»
March 1, 2026
Trump: «L'operazione in Iran è un successo incredibile». Che piani ha ora l'America
L'immagine di Trump data alle fiamme in una protesta contro gli Usa e Israele a Istanbul/ REUTERS
«Tutto sta andando molto bene e il successo che stiamo ottenendo è incredibile». Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, commentando la prima giornata della terza guerra nel Golfo.  In un paio di passaggi televisivi, prima a Fox News poi a Cnbc, il tycoon si è vantato: «48 comandanti iraniani sono stati uccisi in un colpo solo», «stiamo procedendo molto bene, molto bene, in anticipo sui tempi previsti». «Abbiamo distrutto e affondato 9 navi iraniane, alcune delle quali grandi e importanti», ha aggiunto. Poi, è tornato a sottolineare l’imminente minaccia atomica dell’Iran: «Avrebbe avuto l'arma nucleare fra due settimane senza i nostri attacchi alle sue installazioni». «Stiamo facendo il nostro lavoro non solo per noi – ha tirato le somme - ma per il mondo». Poco dopo, l’esercito israeliano, che ha rafforzato il confine con il Libano e mobilitato quasi 100 mila riservisti, ha annunciato l’inizio di una nuova ondata di attacchi su Teheran per arrivare al «cuore del Paese».  
In queste ore, per la diplomazia non c’è spazio. Parlano sono solo missili e droni. Qualche margine c’è ancora per la propaganda. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha annunciato per mezzo dei media locali di aver attaccato la portaerei americana Uss Abraham Lincoln nel Golfo e avvertito che «la terra e il mare diventeranno sempre più il cimitero degli aggressori terroristici». A stretto giro è arrivata la smentita dell'Us Central Command: «I missili balistici iraniani non l'hanno neanche sfiorata. Continua a operare a sostegno della campagna per difendere gli americani». La stessa autorità ha però certificato le prime perdite americane del conflitto: 3 morti e 5 feriti. 
Il presidente statunitense ha rivelato che la nuova leadership iraniana vuole parlare con lui: «Ho accettato di farlo, parlerò con loro». Anche se, ha aggiunto, «avrebbero dovuto farlo prima, era pratico e facile da fare. Hanno aspettato troppo a lungo».
Quali sono, adesso, i piani di Trump? Difficile dirlo. Gli esiti incerti dell’operazione Epic Fury hanno portato molti osservatori statunitensi a parlare dell’attacco all’Iran come della mossa più azzardata della politica estera americana. Con il rischio «pantano», sottolinea il Washington Post, dietro l’angolo.  

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