lunedì 2 ottobre 2017
Accoltellate ieri davanti alla stazione centrale. Il Daesh rivendica, ma gli inquirenti sono prudenti. L'aggressore, di origine algerina, è stato ucciso
La stazione centrale di Marsiglia poco dopo l'accoltellamento di due studentesse (LaPresse)

La stazione centrale di Marsiglia poco dopo l'accoltellamento di due studentesse (LaPresse)

Sono due cugine, studentesse ventenni, le vittime dell’aggressione di stampo terroristico, davanti alla stazione centrale di Marsiglia, che ha sprofondato ieri la Francia nuovamente nell’incubo jihadista.

L’assalitore di origine algerina, rimasto ucciso dai militari dell’Operazione Sentinelle, era già noto da tempo alla polizia per reati comuni. Venerdì, secondo i media francesi, sarebbe stato rilasciato a Lione dopo un fermo con l’accusa di taccheggio. In passato, aveva fornito più volte identità false.

L’assalto è stato rivendicato ieri dal Daesh, attraverso l’agenzia di propaganda Amaq, che ha qualificato l’aggressore armato di coltello come un «soldato» jihadista. Ma le autorità francesi hanno finora mostrato prudenza, anche alla luce della dinamica dei fatti, che ha visto l’uomo accoltellare la prima vittima e poi apparentemente fuggire, prima di tornare sui propri passi per scagliarsi sulla seconda vittima.

Oggi, intanto, si apre a Parigi il processo ai presunti complici di Mohammed Merah, il «mostro di Tolosa» affiliato al jihadismo che uccise sette persone nel marzo 2012. Alla sbarra, c’è pure il fratello Abdelkhader Merah.

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